Il correttore

Il correttore, Ricardo Menéndez Salmón, Marcos Y Marcos, 2011, 156 p
Il correttore, Ricardo Menéndez Salmón, Marcos Y Marcos, 2011

11 marzo 2004: dieci zaini carichi di esplosivo deflagrano all’improvviso in quattro diversi punti della rete ferroviaria di Madrid. Il bilancio delle vittime è di 191 morti e quasi duemila feriti. Questa tragedia, che si verifica tre giorni prima delle elezioni elettorali, suscita un immediato contrasto tra i popolari guidati dal premier in carica José María Aznar e i socialisti al seguito di José Luis Zapatero, che di lì a poco gli sarebbe succeduto. I due partiti si accusano reciprocamente di strumentalizzare a fini elettorali la strage avvenuta nella capitale, ma dopo l’ipotesi a caldo di un attentato dell’ETA, avanzata in modo insistente da Aznar per far perdere credibilità ai partiti di sinistra, le indagini conducono in breve tempo alla pista di Al Qaeda. Il vero problema comunque, al di là delle solite manovre meschine messe in atto dalle forze politiche per procurarsi il maggior numero di voti possibili, è che spesso siamo condannati a subire le conseguenze di altre conseguenze, che magari hanno radici in fatti antecedenti, in eventi collocati lontani nel tempo.

 Noi uomini, senza eccezioni, neri e bianchi, felici e tristi, intelligenti e ignoranti, siamo così: inalberiamo bandiere che altri odiano, adoriamo dèi che offendono i nostri vicini, ci circondiamo di leggi che insultano coloro che ci circondano. La conseguenza è facile da dedurre: di tanto in tanto, con la pioggia o con il sereno, in democrazia o sotto l’egida di un fascista travestito da ispettore delle finanze, scagliamo aerei contro grattacieli, bombardiamo paesi poverissimi e ci imbarchiamo in crociate tanto atroci quanto ingiuste.

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L’offesa

L’offesa, Ricardo Menéndez Salmón, Marcos Y Marcos 2008, 152 p.
L’offesa, Ricardo Menéndez Salmón, Marcos Y Marcos 2008, 152 p.

Anche se mi rendo conto di non fare proprio una bella figura, confesso che questo libro l’avevo acquistato soprattutto per la splendida copertina, attratta dal contrasto dei colori e dall’originalità dell’immagine. Passavo di fretta in libreria e non avevo il tempo di fermarmi per curiosare tra le pagine. Evento più unico che raro nella mia vita, per una volta mi sono affidata completamente all’istinto senza dovermene pentire. Ho infatti scoperto con grande piacere un bravo scrittore spagnolo contemporaneo, peraltro già stimato e pluripremiato in patria.

Il romanzo, scorrevole e suggestivo, riesce a condensare in poche pagine tutto l’orrore della Seconda Guerra Mondiale attraverso la drammatica vicenda di Kurt Crüwell, un giovane sarto tedesco chiamato alle armi. Kurt sognava di sposarsi e di prendere le redini della sartoria paterna a Bielefeld, e invece un brutto giorno deve lasciare l’amore e le sue passioni, tra le quali anche la musica, per affrontare l’esperienza del fronte. Siamo nell’autunno del 1939: la Germania invade la Polonia e nel giro di un anno occupa anche Belgio e Francia. La divisione militare di Kurt sosta per diverso tempo nei pressi di Parigi, poi si accampa in una zona della Bretagna; qui le giornate dei soldati trascorrono abbastanza tranquille, finché un militare viene catturato e decapitato dai partigiani francesi. La rappresaglia tedesca sarà terribile: il 2 gennaio 1941 novantun civili francesi, soprattutto vecchi, donne e bambini, vengono arsi vivi nella chiesa di Mieux, un piccolo paese nelle vicinanze.

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