Le donne lo sanno

Un omaggio di Ligabue al mondo femminile, una canzone che senza dubbio conoscerete e avrete sentito più volte, ma avendo scovato proprio ora una versione live diversa dal solito, cantata con maggiore incisività e minor fragore nell’ambito di un contesto teatrale, ve la propongo subito all’istante con l’augurio di proseguire al meglio questa settimana dall’aria quasi autunnale… Oggi è tornato il sole, ma nei giorni scorsi la pioggia si è fatta sentire in modo fresco e piacevole sulla pelle, almeno qui dalle mie parti, nell’estremo e boschivo nord.

Piccola nota aggiuntiva al brano (terzo singolo estratto dall’album Nome e cognome, pubblicato nel 2005), tratta dall’indispensabile wikipedia: pare che Ligabue ammiri le donne per la loro caparbietà, ecletticità e dolcezza nel pensare e nell’agire, e ci riconosce anche la capacità di vedere oltre, di percepire sfumature, umori e stati d’animo con maggiore immediatezza rispetto agli uomini. Così scrive nel commento al testo: Forse bastava che avessi anche solo ripetuto quella frase [Le donne lo sanno] durante tutto il brano. Ammetto semplicemente la superiorità del genere femminile rispetto al nostro e ammiro la loro potenza. E come sembrino frequentare mondi che noi non conosciamo.
In realtà siamo anche consapevoli, noi donne, di non essere sempre così intuitive e versatili, né perennemente risolute, comprensive e pazienti, che giustamente c’è un limite a tutto; però insomma, anche se a volte la magia non ci riesce affatto bene, anche se a volte ci ritroviamo disperate e impotenti, incapaci finanche di muovere un dito, godiamoci lo stesso (e meritatamente) i versi di questa bellissima dedica…


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Un bagno di dolcezza

La rete riserva anche questo genere di emozioni: la possibilità di ascoltare la parte iniziale, appena sussurrata e in versione acustica, di tre bellissimi brani del noto gruppo salentino, già apparsi come inediti nella raccolta Una storia semplice del 2012. Apprezzo da sempre la voce unica e particolare di Giuliano Sangiorgi, capace a mio parere di coinvolgere come poche, e ascoltarlo così, solo voce/chitarra e senza il supporto della band, è un piacere che non ha eguali…

Buon fine settimana a tutti, in compagnia di un clima in verità un po’ bizzarro, deliziosamente incerto tra caldo e freddo ma già carico di profumi inebrianti.

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La felicità – Fabrizio Moro

Stamani, avendo poco di interessante da fare se non ritoccare qualche articolo da pubblicare nei prossimi giorni, ho passato un po’ di tempo a cercare della musica su YouTube, e così, senza assolutamente volerlo 😇, sono incappata in un nuovo video di Fabrizio Moro. Eh, sta diventando un’ossessione per me questo cantante, me ne rendo conto, tuttavia mi è piaciuta così tanto questa performance, sia per le riprese mozzafiato che per la forma del contenuto (le donne, in particolare, coglieranno al volo l’ironia dell’allusione 😉), che ho deciso di proporvela… A un certo punto vi capiterà di scorgere, sullo sfondo, la bellissima città di Matera con i suoi caratteristici Sassi, che dagli anni ‘90 sono diventati patrimonio dell’umanità nella lista dell’UNESCO. Uno spettacolo emozionante, sia per gli occhi che per l’anima. Come anche il tuffo finale, da interpretare (a mio parere) in senso catartico, liberatorio.
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Fabrizio Moro, tra critica sociale e poesia

Chi mi conosce sa già che in questo blog non parlo solo di libri, a dispetto del nome che gli ho dato, ma svincolo ogni tanto nel campo della musica, delle canzoni. Non perché me ne intenda, tutt’altro, ma per il semplice piacere di condividere qualcosa di bello che ho scoperto di recente o recuperato dal passato. Sono post un po’ così, scritti sull’onda emotiva del momento e che non hanno la pretesa di risultare impeccabili.
Da qualche giorno, ad esempio, sto ascoltando Fabrizio Moro, un cantautore che sembra distinguersi per la qualità dei testi e per la voce un po’ graffiante. Come al solito, vivendo in un mondo a parte, arrivo sempre tardi a questo genere di scoperte, deliziandomi per cose che magari (anzi sicuramente) sono già note ai più. Diversi anni fa, a dire il vero, avevo sentito una sua canzone che parlava di mafia (“Pensa”, del 2007, dedicata alla figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino), ma poi l’avevo archiviata lì, in un angolo della mente, senza procedere oltre con le indagini. Negli ultimi giorni l’ho invece ripescata dal web, andando poi alla ricerca di altri testi di questo artista, che via via apparivano sempre più interessanti. Beh, rispetto alle tante canzonette che vanno per la maggiore, di cui non cito titoli né autori perché manco le ascolto e quando capita che le ascolto me le dimentico anche in fretta, questi brani mi sembrano di un certo spessore per i temi trattati, e forse per questo risultano meno popolari rispetto a quelli di chi, giocando con frasi più scontate e banali, pensate per accontentare i gusti di tutti, si ritrova quasi sempre sulla cresta dell’onda.

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