Tra attese e desideri che cambiano…

All’inizio ero incerta se scriverlo, il post, ma poi ho pensato che non c’è nulla di male nell’avanzare un elenco di letture per l’anno nuovo, tuttalpiù alla fine dello stesso si avrà modo di constatare, una volta di più, quanto sia facile allontanarsi dai propositi iniziali quasi senza accorgersene. In ogni caso, diciamocelo ancora una volta, se è bello avere delle spinte desideranti e dei progetti più o meno orientati, è altrettanto bello non irrigidirsi sugli stessi e lasciare ampi margini all’imprevedibilità del caso. Dacché le aspettative di vita (e lettura) si evolvono e rinnovano nei mesi di pari passo con i cicli ormonali, stagionali e planetari, se non sull’onda di eventi burrascosi, dove poi schiumeggiano fino ad esaurirsi.

Pertanto, concluso il bizzarro preambolo, mi accingo ora a mostrarvi le istantanee dei favoriti, che siete liberi di promuovere o screditare, di caldeggiare o sbeffeggiare a vostro piacere, finanche mettendo in atto ignobili depistaggi per dirottarmi su altre spiagge letterarie. In cambio però confidatemi, così da poterci incoraggiare a vicenda, a quale titolo di romanzo, saggio, biografia o raccolta poetica attendete da mesi o da tempo ancor più remoto, con l’idea di darvi finalmente una mossa per non rischiare di affidarne la lettura ai posteri. Nel mio caso, lo confesso subito, si tratta di Anna Karenina, che continuo a spostare su e giù da uno scaffale all’altro, senza decidermi al nobile passo… Sì, ogni tanto le rivolgo un cenno o la spolvero sul dorso per non farla sentire trascurata, che con le signore d’altri tempi, si sa, è d’uopo un certo riguardo.


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Accanto alla bella signora, effigiata da James Tissot, mi pare non sfigurino i gioielli letterari di un altro famoso russo, che con la stessa voglia altalenante mi prefiggo di leggere da mesi… Sarà quest’anno la volta buona per rituffarsi nei classici? Or che mi sovviene, anche I fratelli Karamazov mi attendono da tempo immemore, ma essendo incastrati nell’e-reader non possono protestare più di tanto, manco lanciarmi occhiatacce dalla mensola. Se poi vado, ahimè, a rileggere il post dell’anno precedente, ecco cosa avevo scritto in calce alla famigerata lista, seppur mettendo le mani avanti: “Vedremo se nel 2017 sarò più ligia ai propositi iniziali o se mi farò di nuovo sviare – piacevolmente sviare – da altre lusinghe, da tentazioni inattese e irresistibili”. Sviare? A conti fatti non mi sono limitata ad uscire di strada, ma mi sono pure capovoltata e dispersa. Altri affascinanti prosatori mi hanno infatti rapito l’attenzione, i sensi e il cuore, tra i quali una stupefacente francese (Maylis De Kerangal), un originalissimo anglo-giapponese (Kazuo Ishiguro) e un meraviglioso ebraico-americano (Bernard Malamud). E come dimenticare l’autrice made in Italy di Menzogna e sortilegio, alla quale dedicherò –mi auguro presto– un’altra serie di notti insonni? E ancora il grande, per me umanissimo, Heinrich Böll, di cui sto esplorando a più riprese l’opera (ho appena terminato E non disse nemmeno una parola, un romanzo di rara bellezza, triste ma molto significativo).

In realtà non posso che dirmi soddisfatta di tutte queste interferenze, visto che hanno sortito l’effetto di stupirmi, inquietarmi, intenerirmi, commuovermi, divertirmi, arricchirmi in ogni senso. Però, insomma, quest’anno vorrei anche tener fede a qualche idea iniziale. Nei mesi scorsi, dimenticavo, ho pure glissato Richard Yeats, benché mi giungessero ripetute voci del suo talento. Ora mi riprometto di leggere Revolutionary Road prima che il sole raggiunga, nel suo cammino apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima, ossia entro l’inizio del solstizio estivo (…lasciatemi adesso strafare con le parole, poi so che me ne pentirò!).

Roberto Bolaño è invece per me un mistero totale, dal momento che non so bene cosa aspettarmi. Se non ricordo male, è stato definito un affabulatore fantasioso e labirintico, e comunque già il titolo del libro – I detective selvaggi – mi suscita una strana aspettativa, un misto di inquietudine ed eccitazione (ma dai, addirittura!! :D), perciò sarei tentata di concedergli la precedenza… Ben vengano pareri in merito!

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Ecco invece nell’immagine sottostante i libri già iniziati, che sto portando avanti con ritmi elefantiaci, seppure mi piacciano parecchio. L’Assommoir è il mio primo Zola: una scrittura minuziosa e realistica ma anche tanto tanto coinvolgente, mi sa che una volta finito passerò in rassegna l’intero ciclo dei Rougon-Macquart (che, facendo adesso due calcoli, concluderò più o meno all’inizio del prossimo decennio, visto che comprende una ventina di volumi).

L’altro autore invece, Curzio Malaparte, di cui possiedo una vecchia favolosa edizione di Kaputt, dall’aria sgualcita&vissuta e quindi ancora più invitante, mi sta assorbendo un bel po’ di energia per lo stile corposo, lussureggiante, a tratti allucinatorio… Procedo per gradi, sostando a lungo su alcuni pezzi di ardita potenza evocativa che hanno l’effetto di ipnotizzarmi, ma ho l’impressione che un giorno gli dedicherò un articolo pazzesco, di quelli che riescono una sola volta nella vita (se non stramazzo al suolo prima!)

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Sto anche leggendo, tra alti e bassi, Viaggio al termine della notte (in formato digitale), di cui adesso come adesso non sono in grado di dire nulla di sensato, tanto forte è ancora lo stordimento. Ma dal momento che mi suscita una gamma di reazioni contrastanti, che vanno dall’interesse alla noia, dallo sghignazzata compiaciuta alla ripugnanza più estrema, ho il sospetto che alla fine non mi lascerà indifferente. Vedremo.

Nella prossima foto, altri oggetti del desiderio; Steinbeck, in particolare, mi è piaciuto così tanto con Furore che quasi temo di buttarmi sul resto dell’opera. Saranno gli altri romanzi all’altezza del primo? In realtà non lo dubito. Ho qui a portata di mano Al Dio sconosciuto e Uomini e topi, rimane solo da decidere a chi concedere la precedenza.

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Ho poi in gestazione un articolo dedicato alla poetica di Sylvia Plath, che spero di pubblicare prima della fine del mondo. Questa donna, che ormai apprezzo in modo quasi viscerale, è riuscita a scombinarmi parecchio nei mesi passati, al punto che ho dovuto sospenderla più volte. Non c’è nulla da fare: quando la leggo mi passa proprio sotto la pelle e in qualche modo mi condiziona gli stati d’animo, gli umori della giornata, per cui sono costretta ad assimilarla a piccole dosi, con la necessaria prudenza.

Letture interrotte (ogni tanto capita, giusto che se ne parli): La vita breve di Juan Onetti, scrittore uruguaiano. Dopo alcuni capitoli non ce l’ho fatta, mi alimentava un senso di spossatezza, di cupa desolazione… Ovviamente non sono in grado di valutarlo e so anche quanto Onetti sia apprezzato come scrittore, per cui un giorno ritenterò. Anzi, sono convinta di averlo approcciato nel periodo sbagliato, quando ero sottotono per altri svariati motivi.

Che altro dire? Ditemi adesso voi qualcosa, se vi fa piacere. Approfittate dell’atmosfera vaporosa del post per lasciarvi andare a qualche intima confidenza. Nel frattempo io servo il tè con i biscotti. Quanto zucchero? 😉

Aggiungo solo che con questo mese concludo quattro anni di blogging, che pur essendo pochi a me sembrano tanti, addirittura troppi, forse perché all’inizio non pensavo che mi sarei spinta così avanti. Pensate che il 17 gennaio 2014 pubblicavo qui il mio primo articolo, dedicato al grande Sebastiano Vassalli, che oggi evito di andare a rileggere perché chissà che effetto mi farebbe (brrrr!!). Non sono mancati momenti di instabilità in questo percorso, ma nel complesso è stata un’esperienza molto interessante, che mi ha permesso di osare, di mettermi alla prova anche con la scrittura, dandomi modo di conoscere tanti altri appassionati lettori con i quali è stato piacevolissimo dialogare, scambiare opinioni e spesso anche scherzare. Un’esperienza che mi ha soddisfatta in ogni senso, in particolar modo sul piano emotivo-relazionale, e che perciò non potrò mai dimenticare.

La finisco qui, altrimenti sembra un commiato, mentre mi auguro che non lo sia. Nell’attesa di rileggervi nel mio o nel vostro boudoir, vi ringrazio per avermi seguita nel tempo con rinnovata fiducia, con amicizia e affettuosa pazienza, certa che non mancheranno altre occasioni per scambiarci delle belle parole 🙂

54 pensieri su “Tra attese e desideri che cambiano…

  1. Allora: stoicamente e con grande spirito di sacrificio mi impongo di non mettere il becco su alcuno degli autori e dei titoli che dici di avere intenzione di leggere quest’anno. Solo su uno degli auotri da te elencati mi permetto sommessamente di dir qualcosa, e cioè su Roberto Bolano. Che è uno di quelli che non accettano compromessi e/o mediazioni. Bolano lo si ama o lo si odia. O ti attrae nel suo vortice e ti trascina a leggere tutto quello che ha scritto oppure ne leggi uno, dei suoi libri e poi dici “ed ora, anche basta”.
    Sono curiosissima di conoscere a quale dei due schieramenti aderirai tu 🙂
    ciaociao 🙂

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    1. Ma a me interessa sentire il parere degli altri! Anche quelli negativi, perbacco!! 😀 Poi non mi lascio influenzare più di tanto, alla fine tiro comunque le mie somme. Quindi puoi metterti comoda e sbottonarti a piacere, se ne hai voglia 😉 Grazie per la dritta su Bolano, la terrò a mente!

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  2. Cara Alessandra, per me niente zucchero ma un paio di biscotti burrosi.
    Ti consiglio caldamente la lettura di Anna Karenina, libro profondo e sfaccettato che mi ricorda l’immensità del mare. L’ho amato tantissimo e so che ti lascerei in buona compagnia.
    I miei propositi di lettura per il 2018 non sono ancora stati formulati coscientemente ma incombono quasi minacciosi dai ripiani stremati della libreria. L’imbarazzo della scelta è tale che al momento sono ferma, divisa da Mrs Dalloway e Babilonia di Yasmina Reza. Ma ti confesso che vorrei avere la tranquillità per leggere Mogli e figlie di Elizabeth Gaskell. Spero di riuscire a dedicarmi alla lettura e non cedere alle lusinghe delle serie tv che, in periodi di forte stanchezza, mi richiamano languide e vampirizzano il mio tempo.
    Auguri per i tuoi quattro anni di blog 🙂 Sai già quanto ti stimo e ti apprezzo, quindi non mi ripeterò!

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    1. Guarda, da qualche tempo preparo in casa dei biscotti burrosi alle mandorle che sono la fine del mondo, se vuoi te ne spedisco a casa un pacchetto (o ti mando la ricetta 😉 ) Yasmina Reza ed Elizabeth Gaskell non le conosco, attendo di leggere qualcosa dalle tue parti. Grazie per le belle parole 🙂

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      1. Mi stai tentando con quei biscotti 🙂 ma credo che la ricetta sia meno impegnativa per te da scambiare! Proverò a scrivere qualcosa su queste due autrici, mi stanno piacendo molto e vanno almeno introdotte.

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  3. L’amore per la lettura, per la letteratura, si sprigiona da questo tuo articolo come un profumo inebriante. E’ proprio così, i libri sono parte delle nostre vite, compagni di viaggio, amici che ci danno tanto e suscitano in noi emozioni e pensieri. Cosa sarebbe la nostra vita senza di loro ❤
    Io per questo nuovo anno non ho fatto liste e non ho buoni propositi, mi lascerò andare come un bastoncino che le onde spostano sulla battigia, e chissà dove andrò a sbattere 🙂

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  4. Bei propositi e ottime letture. Tra le tante ti appoggio soprattutto Yates, Steinbeck e Malaparte. Poi ogni divagazione dalla strada intrapresa è il piccolo brivido che insaporisce il piacere della lettura.
    Io ho un tomo con tutti i racconti di Cortazar, mi fa compagnia sul comodino da un bel po’…

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  5. Non puoi rimandare ancora Tolstoj e Dostoevskij! Non puoi assolutamente! Ti salvi solo perché hai scoperto Böll e Zola, altrimenti… 😉
    Céline l’ho mollato a metà, circa. Credo che sia un libro fondamentale, da leggere, ma alla fine continuare era per me qualcosa che andava al di là delle mie forze. Probabilmente perché “sotto” c’era un’idea dell’essere umano, reiterata quasi con piacere, che mi ha sfibrato. Ma credo che sia una grande opera.
    Yates? Non esitare, e affrontalo! 🙂

    Quest’anno vorrei provare ad avvicinarmi a Tolkien (“Lo Hobbit”), Sigrid Undset (Nobel norvegese quasi dimenticato, alle nostre latitudini), e leggere qualche italiano (ho già iniziato: “Vento largo” di Francesco Biamonti, Ferdinando Camon e poi… Vedremo!).

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  6. Accidenti, che programma nutrito! :-).
    Tolstoj, Dostoevskij,Steinbeck, Yates, Böll (spero tu legga presto le Opinioni di un clown……di bene in meglio ! Su Bolaño, concordo con Gabrilu: aut-aut ; quanto a Sylvia Plath…..meravigliosi i diari……
    Dunque, io per le letture, com’è noto, seguo la filosofia del farmi scegliere, più che dello scegliere io stessa; speriamo dunque che mi scelgano presto il Klaus Mann de La svolta il Magris de L’anello di Clarisse ; mi hanno già invitato alla lettura, per ora interrotta, Morselli (,invito inatteso) e Pavese, con La casa in collina ; ma programmi, non voglio farne. Vedremo. E tanto ci riaggiorneremo spesso, in corso d’opera, no?…..:-)
    In ogni caso ti auguro che le letture che farai , programmate o inattese, siano tutte significative ed appaganti, .

    Ps per me un cucchiaino raso, grazie, e un po’ di latte 😉

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    1. Opinioni di un clown l’avevo letto mesi fa, è quello che mi ha dato l’input per sondare il resto dell’opera. Bellissimo!! Forse un giorno ne scriverò, ma devo stare attenta a riservare delle attenzioni anche agli altri autori, altrimenti è un continuo ribollio qui, sugli scaffali della mia libreria, con petizioni, proteste e perfino sommosse ;-). Ecco, Magris…. anche lui mi aspetta da tempo.
      Spero di poter leggere prestissimo qualcosa di Pavese, nel tuo blog (magari sorseggiando un tè: con il limone, grazie! ;-))

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  7. Tra attese e desideri che cambiano», il tuo titolo già dice tutto.
    Perchè così, penso, ci si muova un po’ tutti.
    Il mare infinito di titoli, l’infinità delle storie meritevoli e appassionanti, e delle suggestioni, e le segnalazioni che di volta in volta pervengono – rendono impossibile ogni preventivazione o piano.
    Ho letto buona parte dei titoli da te indicati, mancano Bolano e Malaparte, in compenso nel reader ho tre o quattro altri autori sotto tiro, che affronto a secondo dell’umore del momento.
    Rischio di perdermi tra le trame dell’uno e dell’altro, e confonderle, ma dove sta scritto che in questo campo il libertinaggio, anche il più sfrenato, sia immorale?

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    1. Guido, per fortuna non dobbiamo rispettare limiti, ordini e noiose regole anche in questo campo, altrimenti che vita sarebbe! Quindi via libera alla smoderatezza, quando si tratta di libri e letture! 😉 (PS nel frattempo hai per caso finito di leggere Canada, di Richard Ford?)

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      1. Canada.
        Ti avevo risposto con tutto un bel commento elaborato poi, nel compilare il questionario sotto per l’invio, il commento è partito e non l’ho più recuperato. E adesso non ho più il tempo per riscrivere tutto daccapo.
        Come puoi immaginare sono furioso. Ti dico soltanto che Canada l’ho finito, non mi è dispiaciuto… e che il diavolo si porti PC , wordpress, password…

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  8. Athenae Noctua

    Che aspettative e propositi interessanti! Fra i libri su cui ti sei soffermata ho letto solo Anna Karenina, splendido e consigliabile (anche se io continuo a preferire Guerra e pace) e condivido la curiosità verso Streibeck e spero di leggere presto qualcosa di suo. Per parte mia, ho una bella sfilza di volumi in attesa e tuttavia ho già puntato altri titoli che mi interessano: fare qualsiasi pronostico sulle mie intenzioni di lettura non condurrebbe a risultati attendibili… posso solo provare a sbilanciarmi sulla prossima lettura, che, finalmente, dovrebbe essere Suite francese della Nemirovsky. Staremo a vedere! Intanto buone letture! 😉

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    1. Di Irene Némirovsky finora ho letto poco, mi piacerebbe riprenderla. Ho in lista d’attesa Suite francese e I cani e i lupi, vedremo se quest’anno riuscirò a leggere almeno uno dei due. Buone letture anche a te 🙂

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  9. Turgenev dovrebbe piacerti: pochi personaggi finemente delineati; mi riferisco, in particolare a “Padri e figli”.
    Quest’anno per me è iniziato con Hesse, Frisch e un saggio di Carpi sulla Rivoluzione russa; considerando che ieri ho sfilato dallo scaffale un Michele Mari posso dire che il 2018 sarà eclettico e anarchico.

    p.s.
    per me senza zucchero, senza limone, senza latte ma con i tuoi biscotti 🙂

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    1. Max Frisch, fammi pensare… se non ricordo male stai leggendo L’uomo nell’Olocene, sulla spinta dell’interessante articolo di Raffaele, che entrambe abbiamo avuto la possibilità di apprezzare e commentare, giusto? 😉 Michele Mari mi piace molto, anche se da tempo lo trascuro. Spero quest’anno di trovare il tempo per leggere i racconti di “Tu, sanguinosa infanzia”, certa che non mi deluderanno.

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  10. Non mi resta che augurarti buona lettura, cara e gentile Alessandra. II testi che hai citato sono tutti importanti ma i russi, che hai messo per primi, sono classici che non possono mancare a una lettrice come sei tu
    Mi congratulo anche per i quattro anni del tuo blog. Da parte mia ho fatto due anni del mio e mi rendo quanto possa essere impegnativo e rappresenti una parte di vita (il virtuale prende tempo e pensieri quanto il reale).
    Per le letture del prossimo anno posso solo dirti che ho una pila di libri in attesa, di vario genere. Per il momento sto terminando la quadrilogia de L’amica geniale di Elena Ferrante, poi vedremo.
    Ho un solo cruccio: che il tempo non mi basta!

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  11. Renza

    Cara Alessandra, cosa significa mi auguro che non lo sia ( un commiato) ? Non farci preoccupare, certo che questo tuo post non è un commiato, ma una proiezione verso un proseguimento di chiacchiere e scambi, con te, gentile e generosa verso tutti. E sempre accogliente.
    Quanto ai tuoi propositi di lettura, non ho dubbi indicando i Russi, i Russi sul calco dell’ invocazione delle Tre sorelle . Padri e figli mi ha fatto versare lacrime, meno della nostra Karenina, anche se di Tolstoj e Dostoevskij va decisamente letto tutto.
    Tiepida resto davanti a Revolutionary Road che mi ha annoiato. Ma questo è un mio problema, forse poco razionale, verso certa narrativa degli States.
    Di Bolano conosco gli apprezzamenti ma non è ancora giunto il suo momento, mentre è arrivato- per me- il momento di Cortàzar un grande scrittore che, come si diceva più sopra, cattura davvero . Non me lo aspettavo perché anche la narrativa sud americana non è nelle mie corde, ma Cortàzar è molto, molto interessante. Solido e affascinante, misterioso, e privo di quell’ esuberanza che si trova in certa narrativa del Sud America.
    Anch’ io, come Dragoval, non faccio propositi, che in genere si perdono. Posso dire però che il libro che l’ anno passato ha sovrastato tutti gli altri ( per grandezza sua e non per modestia dei restanti) è Fuga da Bisanzio di Iosif Brodskij, da togliere il fiato, l’ atto d’ amore verso la sua città S. Pietroburgo.
    Dunque un arrivederci, senza commiati…

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    1. Cara Renza, grazie per l’incoraggiamento. Sei sempre così attenta, gentile. Ci sono dei giorni in cui mi sento stanca, moralmente stanca, e allora capita che mi scappi una mezza frase, una parola di troppo. Non fateci caso, poi mi riprendo.
      Il tuo parere su Cortàzar mi giunge puntuale e gradito, mi rafforza la volontà di leggerlo. E anche con Brodsky sento che arriverà il giorno dell’incontro, della scoperta.
      Grazie ancora per le belle parole 🙂

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  12. Complimenti per il quarto anniversario, per la qualità del blog e delle letture, fatte o da fare, in questa o un’altra vita! Belli i buoni propositi, e bello disattenderli e deviare seguendo l’estro e la grazia del momento (secondo il metodo da me preferito e detto “della palla di neve”).
    Sarei curiosa di sentire il tuo parere su Bolano. Io ho letto 2666 e mi ha lasciato molto perplessa, nonostante una qualità di scrittura assolutamente notevole; ma forse non ero pronta. Pare che “I detective selvaggi” sia il suo capolavoro. Dai, che se lo leggi tu magari dopo lo leggo anch’io!
    Dimenticavo: per me il tè senza zucchero, eventualmente un po’ di latte o meglio, se c’è, panna fresca :-)…

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    1. Grazie Elena 🙂 Se mi parli così, se mi fomenti tutta questa carica, va a finire che rischio di cedere subito all’attrattiva selvaggia (l’idea del confronto mi piace!).
      Interessante come i gusti cambino da persona a persona, anche per una semplice tazza di tè 😉

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  13. Mirta

    Ecco, per leggere Anna Karenina ho praticamente fatto come stai cercando di fare tu. Me lo sono imposto. E ce l’ho fatta.
    Uomini e topi di Steinbeck lo metterei in cima. Idem per Tenera è la notte di Fitzgerald.
    Ma devo assolutamente spingerti a leggere Revolutionary Road che ho adorato per le atmosfere e l’ambientazione retro. Ho una vera e propria mania per i romanzi ambientati negli anni 50. Ho da poco terminato la lettura di Vestivamo da Superman di Bill Bryson, ambientato proprio negli anni 50.
    Sono stata tentata dal fare una lista anche io ma ho voluto inaugurare l’anno con due libri che avevo rimandato già troppo, quello di Bryson e Le vergini suicide di Eugenides. E sto proseguendo con un altro di quei libri che ho spostato qui e lì per lungo tempo, Suite francese di Irene Nemirovsky. Diciamo che è l’anno dei recuperi e dei “non rimando più”.
    In bocca al lupo per i tuoi propositi e ti auguro di leggerne anche di più. 😉

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    1. Brava, bisogna essere determinati con se stessi. Quest’anno faccio anch’io una bella svolta: basta rimandare ciò che desidero, che mi prefiggo da tempo, e non solo per i libri ma anche per altre cose. Se capita qualche extra va sempre bene, lo valuto e decido il da farsi, ma non deve dirottarmi dal percorso iniziato.
      Vengo a leggere cosa hai scritto di Eugenides, mi incuriosisce parecchio! 😉

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  14. Carissima, sei sempre catturante. Non ho consigli da darti. Io credo che mi cimenterò con la vita di Vittorio Alfieri. Avevo già cominciato a leggerla anni fa, ma poi sono stata presa da altri fili. Siccome è un libro non noioso che si può leggere con gusto, lo riprenderò. Siamo troppo esterofili, noi italiani. Ti faccio tanti auguri per un buon proseguimento del tuo blog.

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    1. C’è tanta buona letteratura italiana da recuperare. Oltre a La storia, di Elsa Morante, quest’anno vorrei leggere Guido Piovene (Le stelle fredde) e Vasco Pratolini (Metello). E proseguire con l’opera di Cesare Pavese, di cui ho già apprezzato molte liriche. Vedremo se ce la faccio. Stai leggendo l’autobiografia di Alfieri? Verrò volentieri a leggerti, quando ne parlerai. Ciao cara, ti auguro altre buone letture (oltre all’Alfieri :-))

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    1. Se Michele Mari non l’hai ancora letto, ti suggerirei di iniziare con i racconti di “Euridice aveva un cane”, che seguono un po’ il filo delle nostre ossessioni umane con sguardo ironico e arguto. A me sono piaciuti molto.

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  15. Non penso di mettermi a ridere, tranquilla. Il vero problema con le liste di libri da leggere, così come dei buoni propositi per l’anno nuovo, è il rischio, sempre in agguato dietro l’angolo, di fare come Zeno Cosini: segnarsi ora, giorno, mese e anno con l’annuncio “ultima sigaretta!”, cui seguirà fatalmente un intero pacchetto… Penso che l’importante sia avere costanza, dopo aver scritto la lista, e sia questo il mio augurio per il nuovo anno: che il prossimo 31 dicembre la lista dei libri letti coincida con quella che hai pubblicato qui. Buona lettura 🙂

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  16. Prima di tutto mi unisco al coro delle congratulazioni per l’anniversario dei tuoi primi 4 anni, spero di arrivare alla tua età (di blogger si intende) visto che ne ho solo poco più di uno. Ma finché c’è quella passione che unisce chi come noi ama la letteratura e ama condividerla,abbiamo sicuramente ancora tante belle strade davanti che possiamo percorrere e raccontare . Le tue, nelle quali sei incamminata o stai per incamminarti, sono tutte molto belle e interessanti.Su due in particolare ti seguirei con piacere. Una è quella sulle tracce della Morante della quale proprio un anno fa di questi tempi finii quel magico capolavoro che è “L’isola di Arturo”, uno dei libri più belli che abbia mai letto e, in prospettiva, vorrei rileggere e soffermarmi su quei bellissimi racconti raccolti ne “Lo scialle andaluso”. E poi “Kaputt” di Malaparte di cui anch’io ho l’edizione che hai tu ed anche la mia è sgualcita & vissuta. Se ne scriverai, (senza stramazzare mi raccomando) ti leggerò con particolare attenzione e curiosità. Intanto lo tengo in memoria e prima o poi anch’io lo voglio affrontare. Per quanto mi riguarda che dire. Quest’anno ho come la sensazione di avere di fronte praterie sterminate da attraversare, senza una meta precisa, ma facendo vari bivacchi improvvisati, dove sostare e nutrirmi, prima di ripartire di nuovo, verso direzioni impreviste, decise li per lì, visto che la letteratura ci dà questa grande possibilità, di fare viaggi infiniti.
    Un sempre carissimo saluto.
    Raffaele
    P.S. Il tè rigorosamente Earl Grey con zucchero e una bella fettina di limone. I biscotti naturalmente i tuoi.

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    1. Man mano che procedo con la lettura, Kaputt mi appare sempre più laborioso da sintetizzare e trattare in un articolo, ma non demorderò, anche perché la vita senza sfide è una routine, una lenta agonia (sicut docet Einstein). Felice se un giorno ne parlerai anche tu, curiosissima di leggere le tue impressioni… E per quanto riguarda ‘sti benedetti biscotti (con o senza il tè), prima o poi vi farò una sorpresa 🙂

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  17. theburningheart

    There’s an old saying in English: In matters of taste, there’s no argument.

    Tolstoy’s Anna Karenina it’s consider by many the best novel ever, so no need to recommended it.
    Turgenev both books are good, even if I enjoyed memories if a Hunter more than Father’s and sons.
    Kazuo Ishiguro the darling of the day, not quite my taste, I mean nothing wrong with him just a little overblown.
    Bolanos I like the Wild detectives, but warn you, unless you are familiar with Mexican writers, and the historical period he describe (60’s) it will be a difficult book, since it has a lot of real historical characters disguised tenuously by pseudonyms, there’s even websites who tell you whose character in the book is in real life, also an undetected influence so far in Bolano’s book is of all people, the writer Carlos Castaneda!
    And have serious doubts he even went in his life to Sonora, or Juarez, since his writing on these places are as mythical as described by Carlos Castaneda in the Don Juan series.
    Zola, and Steinbeck are classics of different ages, both read too many years ago when I was practically a child, therefore my memory it’s foggy about them, but you cannot go wrong with them.
    Curzio Malaparte’s kaputt read about fifteen years ago, and believe to be great, somewhat forgotten by many, but I highly recommend.
    Scott Fitzgerald considered in America a great writer, describes, a period in America, and it’s obsession with class, and money, well it’s part of the American dream, and it’s disappointment for many, one of it’s great quotes holds true today:

    “Life is essentially a cheat and its conditions are those of defeat; the redeeming things are not happiness and pleasure but the deeper satisfactions that come out of struggle.”

    Dostoevsky, well a must, if somewhat more cited than read now day, like most great nineteen century Literature’s silver age great Literary masters, everybody talks about, but few really read them.

    Good luck with your reading! 🙂

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  18. Cara Alessandra, in primis complimenti e auguri per questo compleanno WordPressiano, che per noi ha tanti significati!
    In secondo luogo, bella questa lista di libri, attese e desideri, col tempo tutto cambia e si modifica. Ti confesso che Anna Karenina l’ho dovuto leggere in due o tre tempi fra il 2015-16, ho avuto il bisogno di staccare ad un certo punto; libro bellissimo ma trovo che raramente questi voluminosissimi libri abbiano da dire in ogni singola pagina, è impegnativo sia per lo scrittore che per il lettore.
    Ci sono tanti bei titoli qui, anche io ho i miei programmi per quest’anno solare di lettrice e vedremo cosa accadrà!

    Un abbraccio

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    1. Allora vedremo, mese dopo mese, dove ti porteranno la mente, i sensi e il cuore 🙂 Sai Marian, ho l’impressione che all’aristocratica signora russa dovrò per forza concedere una precedenza, visto che ho scoperto che anche (l’amato) Dostoevskij l’aveva definita un’’opera d’arte perfetta, a cui “niente della letteratura europea può essere paragonato”. Come resistere, adesso, a una siffatta dichiarazione? 😉

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    1. Adesso dovrò andare per forza a nascondermi, perché i libri fotografati e fatti sfilare in pompa magna non li ho ancora letti, se non alcuni solo a metà (Kaputt, ad esempio). Neppure ho iniziato Anna Karenina, ma questo lo devo dire piano, con un filo di voce, altrimenti “qualcuno” mi dà un’altra strigliata 😂 (ciao Marco, come stai? tutto bene?) In compenso degli altri citati ho finito il “Viaggio” di Céline, che in linea di massima mi è piaciuto, benché mi abbia lasciata anche sottosopra, incerta tra l’orrore e il divertimento. Poi, com’era prevedibile, mi sono lasciata distogliere da altre attrattive, in particolare dalla narrativa iraniana (Kader Abdolah) e da quella israeliana (Amos Oz, Yehoshua), di cui parlerò ancora nel blog. A conti fatti, devo ammettere di aver letto poco negli ultimi mesi… Vedrò di recuperare 🙂

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