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Credo che tutti, o quasi, abbiamo letto o sentito parlare del mito greco del Minotauro. Nato dall’accoppiamento tra Pasifae (moglie di Minosse, re di Creta) e un possente toro bianco, viene fin da subito rinchiuso in un palazzo labirintico a causa delle sue fattezze mostruose (corpo umano e testa taurina), e all’interno di questo groviglio di corridoi, stanze e vicoli ciechi, dove è tanto facile perdersi quanto difficile uscire, gli vengono dati in pasto ogni nove anni sette fanciulli e sette fanciulle ateniesi. Teseo, figlio del sovrano di Atene, per sciogliere la sua città dall’obbligo del sacrificio decide un giorno di affrontare e uccidere il mostro, aiutato dalla bella Arianna, figlia di Minosse, che gli procura un gomitolo per entrare e uscire dal labirinto. In questo modo l’eroe, dopo aver portato a termine con successo l’impresa, riesce a ritrovare facilmente la via del ritorno grazie al filo che aveva precedentemente srotolato dietro di sé. Questa in massima sintesi la storia del mito, evitando di dilungarci in altri particolari…

Al di là dei vari significati simbolici e psicoanalitici che gli sono stati attribuiti nel corso del tempo (come, ad esempio, la messa a nudo delle pulsioni egocentriche e bestiali dell’uomo – il Minotauro – e la necessità di domarle non solo con la forza, con la lotta – Teseo – ma anche mettendo in gioco la saggezza, la prudenza, il sapere segreto – il filo di Arianna), sempre interessanti da studiare e analizzare, mi ha fatto piacere trovare oggi su YouTube una canzone di Asaf Avidan che si rifà proprio a questa antica leggenda ellenica, una canzone molto bella sia per la scelta delle parole che per la dolcezza vocale/espressiva. Mi è quindi sorto spontaneo il desiderio di condividerla con voi, sperando vi affascini altrettanto.

THE LABYRINTH SONG

Evening rises, darkness threatens to engulf us all
But there’s a moon above it’s shining and I think I hear a call
It’s just a whisper through the trees, my ears can hardly make it out
But I can hear it in my heart, vibrating strong as if she shouts

Oh Ariadne, I am coming, I just need to work this maze inside my head
I came here like you asked, I killed the beast, that part of me is dead
Oh Ariadne, I just need to work this maze inside my head
If only I’d have listened to you when you offered me that thread

Everything is quiet and I’m not exactly sure
If it really was your voice I heard or maybe it’s a door
That’s closing up some hero’s back, on his track to be a man
Can it be that all us heroes have a path but not a plan?

Oh Ariadne, I’m coming, I just need to work this maze inside my mind
I wish I had that string, it’s so damn dark, I think I’m going blind
Oh Ariadne, I just need to work this maze inside my mind
For the life of me I don’t remember what I came to find

Now tell me princess are you strolling through your sacred grove?
And is the moon still shining? You’re the only thing I’m thinking of
The sword you gave me, it was heavy, I just had to lay it down
It’s funny how defenseless I can feel here when there’s nobody around

Oh Ariadne, I’m coming, I just need to work this maze inside my heart
I was blind, I thought you’d bind me, but you offered me a chart
Oh Ariadne, I just need to work this maze inside my heart
If I’d known that you could guide me, I’d have listened from the start

Somewhere up there there midnight strikes, I think I hear the fall
Of little drops of water, magnified against the barren wall
It’s more a feeling than a substance, but there’s nobody around
And when I’m in here all alone, it’s just enough to let me drown

Oh Ariadne, I was coming, but I failed you in this labyrinth of my past
Oh Ariadne, let me sing you, and we’ll make each other last
Oh Ariadne, I have failed you in this labyrinth of my past
Oh Ariadne, let me sing you, and we’ll make each other last


The Labyrinth Song è inclusa nell’album Gold Shadow, uscito nel 2015. Il testo della canzone l’ho preso dal sito ufficiale: http://www.asafavidanmusic.com/

Del cantante israeliano avevo già parlato in questa pagina, parecchio tempo fa.

Considerazioni aggiuntive – Dopo l’uscita dal labirinto, Teseo aveva prima sedotto e poi abbandonato Arianna. Quello di Asaf Avidan è invece un Teseo che si è pentito di non aver accettato l’amore della ragazza, che ha il rimpianto di non aver ricambiato il sentimento che lei gli offriva. Il mio inglese non è proprio il massimo, ma questa è la sensazione che mi sembra di aver colto dai versi della canzone.

Ripensando al mito del Minotauro, mi è tornata in mente anche la rivisitazione che ne aveva fatto Dürrenmatt in uno dei suoi racconti più famosi. C’entra ben poco con la canzone di Avidan, ma leggendo molte cose è inevitabile che sorgano nella mente immagini, parole e suggestioni attinte da fonti precedenti. Se ricordate, il Minotauro di Dürrenmatt appariva innocente perché inconsapevole dell’orrore delle proprie azioni, mentre l’eroe Teseo, camuffato a sua volta da uomo-toro per colpire a tradimento, incarnava tutta la malvagità di cui è capace l’essere umano, che spesso, molto più spesso di quanto si creda, è lui il vero mostro. Qui la recensione dove ne avevo parlato.

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