Pedro Salinas, non solo amore…

E improvvisa, inattesa,
fortuita, l’allegria.
Da sola, perché volle,
è venuta. Così verticale,
così grazia insperata,
così dono a sorpresa,
che non posso credere
che sia per me.
Mi guardo intorno,
cerco. Di chi sarà?
Sarà di quell’isola
sfuggita dall’atlante,
che mi è passata accanto
vestita da ragazza,
con spume al collo,
abito verde e un grande
spruzzo di avventure?
Non sarà forse caduta
a un tre, a un nove, a un cinque
di questo agosto che inizia?
Oppure è quella che ho visto tremare
di là dalla speranza,
nel fondo di una voce
che mi diceva: «No»?

Ma non importa, ormai.
Sta con me, mi trascina.
Mi sradica dal dubbio.
Sorride, possibile;
prende forma di baci,
di braccia, verso me;
finge d’essere mia.
Andrò, andrò con lei
ad amarci, a vivere
tremando di futuro,
a sentirla veloce,
secondi, secoli, eternità,
niente. E l’amerò
tanto, che quando verrà
qualcuno
– e non lo si vedrà,
non si potranno udire i suoi
passi – a richiederla
(è il suo padrone, era sua),
quando la condurranno,
docile, al suo destino,
lei si volterà indietro
a guardarmi. E vedrò
che ora è mia, finalmente.

claude-monet-marine-pourville-1881
Claude Monet, Marine, Pourville, 1881

Tutto dice di sì.
Sì del cielo, l’azzurro,
e sì, l’azzurro del mare,
mari, cieli, azzurri
con spume e con brezze,
giubili monosillabi
senza sosta ripetono.
Un sì risponde sì
a un altro sì. Grandi dialoghi
ripetuti si odono
al di sopra del mare
da un mondo all’altro: sì.
Si leggono nell’aria
lunghi sì, lampi
di piume di cicogna,
tanto candidi che cadono,
fiocco a fiocco, coprendo
la terra di un enorme,
bianco sì. È il gran giorno.
Possiamo avvicinarci oggi
a tutto ciò che tace:
alla roccia, all’amore,
all’osso dietro la fronte:
sono schiavi del sì.
È la sola parola
che oggi il mondo loro concede.
Affrettati, anima, a richiedere,
a valerti della massima
follia momentanea,
a chiedere quelle cose
impossibili, richieste,
taciute, tante volte,
tanto tempo, e che oggi
chiederemo gridando.
Sicuri per un giorno
– oggi, oggi solamente –
che i «no» erano falsi,
apparenze, ritardi,
involucri innocenti.
E che là dietro c’era,
a maturarsi lento,
al ritmo di quest’ansia
che lo chiedeva invano,
la gran delizia: il sì.

monet-impression-soleil-levant
Claude Monet, Impression, soleil levant, 1872

Svegliati. Il giorno ti chiama
alla tua vita: il tuo dovere.
A nient’altro che a vivere.
Strappa ormai alla notte
negatrice e all’ombra
che lo celava, quel corpo
di cui è in attesa, sommessa,
la luce, nell’alba.
In piedi, afferma la retta
volontà semplice d’essere
pura vergine verticale.
Senti il tuo corpo.
Freddo, caldo? Lo dirà
il tuo sangue contro la neve
da dietro la finestra;
lo dirà
il colore sulle tue guance.
E guarda il mondo. E riposa
senz’altro impegno che aggiungere
la tua perfezione a un altro giorno.
Il tuo compito
è sollevare la tua vita,
giocare con lei, lanciarla
come voce alle nubi,
e riafferrare le luci
che ci hanno lasciato.
Questo è il tuo destino: viverti.
Non devi fare nulla.
La tua opera sei tu, niente altro.


Pedro Salinas, “La voce a te dovuta”, Einaudi, 1979 (pp. 27, 55, 85)
Qui l’articolo dedicato al poeta madrileno.

17 pensieri su “Pedro Salinas, non solo amore…

  1. Non conoscevo affatto Pedro Salinas (nemmeno il nome). Confesso che se non fossi andata a vedere l’articolo (chiaro e preciso come le altre cose che ho letto di te) non avrei nemmeno capito che erano poesie d’amore (anche perché io veramente le avevo lette di seguito come un unico testo, solo dopo ho visto che erano prese da pagine piuttosto distanti fra loro). Avevo inteso tutto in senso “metafisico” (come nell’articolo dici che in realtà non sarebbe da intendere). A me però forse piace più così. Non sono tanto una da poesie d’amore. Mi sono piaciuti molto, nel primo e nel secondo testo, l’allegria e il “sì” gratuiti, nemmeno legati a un’altra presenza.
    Grazie per avermi fatto conoscere questo poeta.

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    1. marianna

      Anch’io vorrei ringraziare per avermi fatto conoscere questo poeta. La seconda poesia è davvero stupenda un inno alla vita che non chiede altro se non di essere vissuta senza prodezze né prodigi perché sono impliciti in essa. Un monito per ognuno di noi soprattutto per quanti la considerano scontata e pensano sia possibile annoiarsi vivendola; io la farei leggere a questi in modo particolare e gli farei ammirare il sole nascente di Monet che racchiude il senso profondo di questi versi che è poi quello della vita.

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    1. Luigi, è bellissimo sentire le poesie di Salinas in spagnolo… Grazie anche alla tua voce sempre calda e avvolgente. Segnalo agli interessati che la poesia recitata nel video inizia con questi versi: “Lì, oltre il sorriso, / non ti si conosce più. / Vai e vieni, scivoli / per un mondo di valzer / gelati, all’ingiù; /e passando, i capricci, / gli impulsi ti carpiscono / baci senza vocazione, / a te, la momentanea / prigioniera dell’agevole.” (pag.36-37 del libro citato)

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  2. Alessandra (non Alessandria, stavolta sono stato bene attento che poi magari ti esalti) , leggo per principio i tuoi post, con la stessa bramosia con cui ingollo un buon forte nero caffè alla mattina, appena in piedi. Conosci la mia diffidenza verso il genere, la poesia, quindi calo un opportuno silenzio, in pari tempo confidando nella tua benevolenza. D’altronde, un saluto sentivo di dovertelo dare. Piuttosto approfitto della “visita” per dirti che ho iniziato Bernhart, Perturbamento. Qui, Bernhart l’hai mai affrontato? In ogni caso, ne riparleremo. Ciao, intanto 🙂

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    1. No, mi piacerebbe leggerlo (Bernhard). Pensavo anch’io di iniziare con Perturbamento (chissà quando, però!), poi magari alla prima occasione ci scambiamo delle impressioni. PS ma tu il caffè più che assaporarlo lo tracanni? Ahi ahi, i piccoli piaceri della vita andrebbero gustati con calma 😉

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