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Come sempre accade, mi trovo in prossimità dell’anno nuovo con l’intenzione di leggere una sfilza di libri che poi immancabilmente, per un motivo o per l’altro, so già che non rispetterò del tutto, o perché strada facendo vengo man mano attratta da altre proposte, che mi si parano davanti nei modi più curiosi e inaspettati, o perché l’autore e/o il genere che tanto mi martellava nella testa di punto in bianco non mi acchiappa più, e a nulla vale allungare la mano verso la copertina se sento ogni volta l’impulso di ritirarla. Chissà, saranno moti imperscrutabili da imputare al sottosuolo, tanto per adottare un termine dostoevskijano. In ogni caso, visto che a dispetto della dura razionalità capricorniana mi lascio spesso e volentieri guidare dall’istinto (colpa di Saturno in Pesci, che nel mio tema natale forma un trigono con Nettuno rendendomi più sensibile e percettiva), da un pezzo ho rinunciato a capire il senso di questa volubilità letteraria, finendo in tal modo con l’assecondarla più che frenarla… Tutto questo per spiegare che quelli esposti nella foto, in bella mostra come fossero teatranti in attesa dell’applauso, sono sì i libri che mi sono prefissata di leggere nei prossimi dodici mesi, ma come ora lo dico nello stesso tempo lo smentisco, per non fare poi di nuovo la figura di quella che blatera a vanvera. Se infatti torno con un balzo virtuale a un post di due anni fa, devo vergognosamente ammettere di non aver letto ben sei dei libri che mi ero prefissata, tra cui Roth, Borges, Murakami e Proust, che vanno quindi a rimpinguare l’attuale wishlist (ma anche no, visto che niente e nessuno mi costringe a leggerli). Nel compenso, però, in questi ultimi tempi mi sono gustata la narrativa di Màrai, Barnes, Hemingway, Munro, Gadda, Flannery O’Connor, Steinbeck, e tanta ottima poesia, da Tjutčev a Salinas, da Plath a Szymborska, e ditemi voi se è poco. Vedremo se nel 2017 sarò più ligia ai propositi iniziali o se mi farò di nuovo sviare – piacevolmente sviare – da altre lusinghe, da tentazioni inattese e irresistibili. Del resto le liste di inizio anno vengono anche stilate per avere poi il piacere di trasgredirle, siete d’accordo? 😉

E voi, cari lettori del blog e amici/vicini di casa, cosa avete in programma di leggere nei prossimi dodici mesi? Oppure pensate di procedere liberi e sciolti, come cani senza guinzaglio, come percorsi senza cartelli stradali, assecondando di volta in volta l’ispirazione del momento? Eppure ho il sospetto, chissà come mai, che l’abbiate anche voi una sorta di lista in continua gestazione nella mente, con autori (e titoli) che da tempo vi stuzzicano e che vi siete finalmente ripromessi di leggere. Ditemi tutto, confessatevi senza remore e pudicizia su queste pagine, così invece di sfoltire il mio, di elenco, come dovrei in effetti fare, dopo aver letto i vostri “desiderata” andrò a ingrassarlo ancora di più… E al diavolo la dieta. Ma fatemi anche sapere, per soddisfare l’insana curiosità del mio Giove in Gemelli (oggi addebito spudoratamente tutte le colpe allo Zodiaco, se non si fosse ancora capito, così mi libero da responsabilità e scrupoli di coscienza), qual è stato il libro/autore che avete maggiormente apprezzato nell’anno appena trascorso, e quale invece vi ha deluso in parte o del tutto, magari lasciandovi irritati per il tempo inutilmente sprecato…
Per quanto mi riguarda, le cinque stelle le affibbio senza ombra di dubbio a Furore di Steinbeck, ai racconti di Hemingway e all’opera poetica di Szymborska. Apprezzatissima anche Sylvia Plath, di cui presto parlerò ancora nel blog (ho già in cantiere un articolo chilometrico e dettagliatissimo: scappate e mettetevi in salvo finché siete in tempo!). Non riesco invece a smaltire i Racconti notturni di E.T.A. Hoffmann, forse perché li leggo la sera sul tardi, quando sto per lasciarmi andare nella braccia di Morfeo; ma sospetto sia colpa dei caratteri tipografici della mia edizione (Einaudi), talmente piccoli che manco l’occhio di un falco riuscirebbe a metterli a fuoco. Inconveniente che purtroppo capita, ogni tanto, anche con i volumi della Garzanti, ed è un vero e proprio dispetto anche per il lettore che ci vede bene. Sempre a letto, a notte inoltrata, sto leggendo con interesse L’Assommoir di Zola (ebbene sì, tengo anch’io la classica pila di libri sul comodino, come potrebbe essere altrimenti?), che mi coinvolge molto di più grazie a uno stile nitido e realistico, ma poi arriva come sempre Morfeo, alla cui dolcezza soporifera è difficile resistere… Un autore che invece non sono riuscita a farmi piacere, seppure ripreso più volte in mano, è Céline. La sua scrittura mi appare disordinata, confusa, incomprensibile. Mi sto riferendo alla ben nota Trilogia del Nord, in particolare al primo libro, quello intitolato Da un castello all’altro, visto che è sempre lì che vado a incagliarmi dopo una trentina di pagine… Sarei davvero curiosa di sentire il parere di chi ha concluso (e apprezzato) fino in fondo la lettura di questi tre volumi, per capire se valga o meno la pena di riprovarci. Sono fiduciosa, attendo notizie!

In questi giorni stavo anche riflettendo sul fatto che da qualche mese vado sempre a pescare dal calderone dei “classici”. Forse dovrei buttarmi di più sulle proposte del mercato attuale, che purtroppo mi attraggono poco, specialmente quando vengono sbandierate a destra e manca con troppa insistenza. Ma accetterei volentieri dei suggerimenti in merito, soprattutto per quanto concerne la narrativa italiana contemporanea, che ultimamente latita dal mio menù letterario. Tanto per dire, in questo periodo sto leggendo un libro di Vasco Pratolini (che proprio coevo non è) e avrei anche in mente di ributtarmi su Gadda, un altro grande del secolo scorso. Insomma, tendo decisamente a snobbare gli scrittori odierni (tzé), quindi devo per forza darmi una regolata. Conoscendo un po’ i miei gusti, quale autore mi consigliereste? Piperno? La Ferrante? Ammaniti, Magris, Carofiglio, gustati singolarmente o in un bel fritto misto? O chi altro ancora? Suggerite, suggerite, che io prendo appunti! 😉
In conclusione, smaltite le chiacchiere, auguro a tutti un buon 2017, ricco di sogni e speranze realizzate, di affetti calorosi e salute strepitante, di guadagni prosperosi e sicurezza economica (che anche quest’ultima conta, eccome se conta, seppure fingiamo di darci scarsa importanza). Nel contempo vi auguro anche di sbagliare e inciampare, di rialzarvi e correggere il tiro, perché quando tutto fila dritto e liscio, nella nostra esistenza, non siamo in grado di capire un bel niente di noi stessi e di tutto ciò che ci orbita attorno. E se questo lo pensa anche Snoopy, il nostro caro vecchio mitico bracchetto sapiens, allora possiamo davvero crederci…

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