Parliamo di letture. Fatte, da fare o mai concluse…

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Come sempre accade, mi trovo in prossimità dell’anno nuovo con l’intenzione di leggere una sfilza di libri che poi immancabilmente, per un motivo o per l’altro, so già che non rispetterò del tutto, o perché strada facendo vengo man mano attratta da altre proposte, che mi si parano davanti nei modi più curiosi e inaspettati, o perché l’autore e/o il genere che tanto mi martellava nella testa di punto in bianco non mi acchiappa più, e a nulla vale allungare la mano verso la copertina se sento ogni volta l’impulso di ritirarla. Chissà, saranno moti imperscrutabili da imputare al sottosuolo, tanto per adottare un termine dostoevskijano. In ogni caso, visto che a dispetto della dura razionalità capricorniana mi lascio spesso e volentieri guidare dall’istinto (colpa di Saturno in Pesci, che nel mio tema natale forma un trigono con Nettuno rendendomi più sensibile e percettiva), da un pezzo ho rinunciato a capire il senso di questa volubilità letteraria, finendo in tal modo con l’assecondarla più che frenarla… Tutto questo per spiegare che quelli esposti nella foto, in bella mostra come fossero teatranti in attesa dell’applauso, sono sì i libri che mi sono prefissata di leggere nei prossimi dodici mesi, ma come ora lo dico nello stesso tempo lo smentisco, per non fare poi di nuovo la figura di quella che blatera a vanvera. Se infatti torno con un balzo virtuale a un post di due anni fa, devo vergognosamente ammettere di non aver letto ben sei dei libri che mi ero prefissata, tra cui Roth, Borges, Murakami e Proust, che vanno quindi a rimpinguare l’attuale wishlist (ma anche no, visto che niente e nessuno mi costringe a leggerli). Nel compenso, però, in questi ultimi tempi mi sono gustata la narrativa di Màrai, Barnes, Hemingway, Munro, Gadda, Flannery O’Connor, Steinbeck, e tanta ottima poesia, da Tjutčev a Salinas, da Plath a Szymborska, e ditemi voi se è poco. Vedremo se nel 2017 sarò più ligia ai propositi iniziali o se mi farò di nuovo sviare – piacevolmente sviare – da altre lusinghe, da tentazioni inattese e irresistibili. Del resto le liste di inizio anno vengono anche stilate per avere poi il piacere di trasgredirle, siete d’accordo? 😉

E voi, cari lettori del blog e amici/vicini di casa, cosa avete in programma di leggere nei prossimi dodici mesi? Oppure pensate di procedere liberi e sciolti, come cani senza guinzaglio, come percorsi senza cartelli stradali, assecondando di volta in volta l’ispirazione del momento? Eppure ho il sospetto, chissà come mai, che l’abbiate anche voi una sorta di lista in continua gestazione nella mente, con autori (e titoli) che da tempo vi stuzzicano e che vi siete finalmente ripromessi di leggere. Ditemi tutto, confessatevi senza remore e pudicizia su queste pagine, così invece di sfoltire il mio, di elenco, come dovrei in effetti fare, dopo aver letto i vostri “desiderata” andrò a ingrassarlo ancora di più… E al diavolo la dieta. Ma fatemi anche sapere, per soddisfare l’insana curiosità del mio Giove in Gemelli (oggi addebito spudoratamente tutte le colpe allo Zodiaco, se non si fosse ancora capito, così mi libero da responsabilità e scrupoli di coscienza), qual è stato il libro/autore che avete maggiormente apprezzato nell’anno appena trascorso, e quale invece vi ha deluso in parte o del tutto, magari lasciandovi irritati per il tempo inutilmente sprecato…
Per quanto mi riguarda, le cinque stelle le affibbio senza ombra di dubbio a Furore di Steinbeck, ai racconti di Hemingway e all’opera poetica di Szymborska. Apprezzatissima anche Sylvia Plath, di cui presto parlerò ancora nel blog (ho già in cantiere un articolo chilometrico e dettagliatissimo: scappate e mettetevi in salvo finché siete in tempo!). Non riesco invece a smaltire i Racconti notturni di E.T.A. Hoffmann, forse perché li leggo la sera sul tardi, quando sto per lasciarmi andare nella braccia di Morfeo; ma sospetto sia colpa dei caratteri tipografici della mia edizione (Einaudi), talmente piccoli che manco l’occhio di un falco riuscirebbe a metterli a fuoco. Inconveniente che purtroppo capita, ogni tanto, anche con i volumi della Garzanti, ed è un vero e proprio dispetto anche per il lettore che ci vede bene. Sempre a letto, a notte inoltrata, sto leggendo con interesse L’Assommoir di Zola (ebbene sì, tengo anch’io la classica pila di libri sul comodino, come potrebbe essere altrimenti?), che mi coinvolge molto di più grazie a uno stile nitido e realistico, ma poi arriva come sempre Morfeo, alla cui dolcezza soporifera è difficile resistere… Un autore che invece non sono riuscita a farmi piacere, seppure ripreso più volte in mano, è Céline. La sua scrittura mi appare disordinata, confusa, incomprensibile. Mi sto riferendo alla ben nota Trilogia del Nord, in particolare al primo libro, quello intitolato Da un castello all’altro, visto che è sempre lì che vado a incagliarmi dopo una trentina di pagine… Sarei davvero curiosa di sentire il parere di chi ha concluso (e apprezzato) fino in fondo la lettura di questi tre volumi, per capire se valga o meno la pena di riprovarci. Sono fiduciosa, attendo notizie!

In questi giorni stavo anche riflettendo sul fatto che da qualche mese vado sempre a pescare dal calderone dei “classici”. Forse dovrei buttarmi di più sulle proposte del mercato attuale, che purtroppo mi attraggono poco, specialmente quando vengono sbandierate a destra e manca con troppa insistenza. Ma accetterei volentieri dei suggerimenti in merito, soprattutto per quanto concerne la narrativa italiana contemporanea, che ultimamente latita dal mio menù letterario. Tanto per dire, in questo periodo sto leggendo un libro di Vasco Pratolini (che proprio coevo non è) e avrei anche in mente di ributtarmi su Gadda, un altro grande del secolo scorso. Insomma, tendo decisamente a snobbare gli scrittori odierni (tzé), quindi devo per forza darmi una regolata. Conoscendo un po’ i miei gusti, quale autore mi consigliereste? Piperno? La Ferrante? Ammaniti, Magris, Carofiglio, gustati singolarmente o in un bel fritto misto? O chi altro ancora? Suggerite, suggerite, che io prendo appunti! 😉
In conclusione, smaltite le chiacchiere, auguro a tutti un buon 2017, ricco di sogni e speranze realizzate, di affetti calorosi e salute strepitante, di guadagni prosperosi e sicurezza economica (che anche quest’ultima conta, eccome se conta, seppure fingiamo di darci scarsa importanza). Nel contempo vi auguro anche di sbagliare e inciampare, di rialzarvi e correggere il tiro, perché quando tutto fila dritto e liscio, nella nostra esistenza, non siamo in grado di capire un bel niente di noi stessi e di tutto ciò che ci orbita attorno. E se questo lo pensa anche Snoopy, il nostro caro vecchio mitico bracchetto sapiens, allora possiamo davvero crederci…

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51 pensieri su “Parliamo di letture. Fatte, da fare o mai concluse…

  1. Sono quasi alla fine di un libro sulla Regina Maria Antonietta, e’ un romanzo storico che ho divorato fino a meta’ libro, ora mi sono impantanata…l’epilogo lo conosco, per ora non continuo! Generalmente arrivo sempre alla fine ma mi e’ capitato anche di lasciar stare . Buon 2017! 65Luna

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    1. Sono anch’io dell’idea che sia inutile insistere se il romanzo, il saggio o il racconto non prende abbastanza… A volte capita di assorbire nella prima parte del libro tutto ciò che necessita, e il resto appare quindi superfluo, altre volte si tratta invece di lasciare in sospeso un qualcosa che magari verrà ripreso, con spirito e interesse diverso, più avanti nel tempo. Ciao Luna, tanti auguri anche a te!

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  2. Quest’anno ho scoperto Vasilij Grossman e il suo “Il bene sia con voi!”, e a questo ho aggiunto “Tutto scorre”. Credo che nel 2017 mi dedicherò al suo “Vita e destino”. Ah, anche Bernard Malamud e il suo “Il commesso” è stata una bella sorpresa. E poi? Vedremo!
    Di quei libri sullo scaffale: mi raccomando! Inizia con Anna Karenina, poi passa a Singer, e infine Yates.
    Per quanto riguarda gli italiani vorrei avvicinarmi a Pontiggia…

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    1. A Grossman faccio anch’io da un po’ di tempo il filo, ma non mi sono ancora decisa. Con quale libro inizio? Ricalcherei il tuo percorso, se ti sei trovato bene. Per quanto riguarda i libri sullo scaffale, avevo infatti una mezza intenzione di dare la precedenza alla famosa signora 😉

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      1. “Vita e Destino”. Senza se e senza ma.
        Il più importante autore russo del Novecento. Ed una delle persone più sigificative del Novecento (non solo russo).
        Poi, leggere tutto il resto, gli splendidi Taccuini di guerra compresi.
        Sono forse antipaticamente apodittica e prescrittiva, mi rendo conto. Ma con Vassilij Grossman è il meno che io possa fare 🙂

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      2. Io ho iniziato da “Il bene sia con voi” perché mi piaceva il titolo, e poi sono racconti. Ce ne sono alcuni meravigliosi. “Vita e destino” è fluviale, e lo voglio affrontare presto.
        Per quanto riguarda lo scaffale: sì, la signora deve essere la prima 😉

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  3. Anche io seguirò l’ispirazione, come sempre, la lettura è il mio grande piacere, ci mancherebbe altro che lo sentissi come un dovere (ne abbiamo già tanti!). Sono certa che il tuo 2017 sarà eccezionale, a cominciare dalle letture per proseguire ovunque!

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  4. Cèline? Hai cominciato con la trilogia del Nord?!?! E ci credo, che sei rimasta di sasso. Perbacco.

    Cèline un grande capolavoro lo ha scritto, ma è “Viaggio al termine della notte”, pietra miliare della letteratura del Novecento. Fondamentale.

    La trilogia del Nord (se mai a qualcuno venisse voglia di leggerla) la si legge dopo, e prendendola con le pinze, cum grano salis. Va attentamente contestualizzata, inquadrata storicamente, compresa nella biografia (moooolto tormentata) di Cèline e collegata al periodo storico di riferimento (con tutti i casini che quel periodo comportava).

    Ma cmq, letterariamente parlando a me la Trilogia sembra assolutamente prescindibile.

    “Voyage au bout de la nuit”. Quello è il Libro del dottor Louis Ferdinand Auguste Destouches da leggere.

    Poi, oh, può anche non piacere nemmeno quello, eh. Ma almeno si sarà letto il meglio, di Cèline.

    …Cosa leggerò io nel 2017? Boh. Non lo so.

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    1. Sono quindi partita con il piede sbagliato. Buono a sapersi. Invece, quando dici che non hai la minima idea di cosa ti piacerebbe leggere prossimamente, ti credo ben poco. Sono quasi certa che qualcosa ti frulli sempre nella mente 😉

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      1. Si, sei partita con il piede sbagliato. Mi permetto (ancora) di essere assertiva. Questo non vuol dire che “Il viaggio al termine della notte” ti piacerà necessariamente, ma almeno, se e quando getterai definitivamente alle ortiche Cèline, lo farai con la soddisfazione di dire “… e questo era il meglio che ‘sto tizio era in grado di fare?” 🙂

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  5. Ho un bel pò di libri comprati e sparsi in giro in attesa di essere letti. Quando ne scelgo uno da leggere non sempre le motivazioni sono chiare, a volte il desiderio di qualcosa di leggero, a volte attratta da un argomento. Gli autori che conosco, anche quelli contemporanei sono una sicurezza 😉 e anche la casa editrice. Alterno saggi e romanzi. In genere non lascio mai un libro che ho iniziato a leggere perché penso che, alla fine, tutti regalano qualcosa. Quest’anno mi è capitato di lasciarne indietro due, uno della Mastrocola e un altro di una trilogia che pensavo avvincente e si è rivelata noiosissima.
    Anch’io penso che Celine vada letto nel suo libro migliore Viaggio al termine della notte, ma non è un autore che trova unanimi consensi.
    L’autore che sto leggendo in questo momento è Paasilinna perché iperborea sta pubblicando libri che ha scritto nei decenni scorsi.
    Infine tanti auguri di un buon 2017 anche a te 😀

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  6. Io per il 2017 ho intenzione di esplorare alcune altre scrittrici, il cui comune denominatore è appunto l’appartenenza al genere femminile. Poi penso che farò anche alcune divagazioni nel classico ma senza pregiudizi di genere. Approfondirei inoltre un argomento nel quale mi sono imbattuta per caso ma che ha finito per l’interessarmi molto, cioè l’internazionalismo ideologico e le utopie rivoluzionarie del secolo scorso. Infine la Ferrante – che ho letto per intero e che mi è sempre molto piaciuta – te la consiglio, in particolare I giorni dell’abbandono, L’amore molesto e i quattro libri de L’amica geniale. Buon anno nuovo, cara Alessandra, e arrileggerci da queste parti 🙂

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      1. Sui ribelli, sulle ribelli, sugli uomini e donne che cambiarono il corso della storia con la sola forza dei propri ideali, o che semplicemente aderirono ai cambiamenti rivoluzionari in corso, vedi la Modotti. Ne parlerò sicuramente sul mio blog, ti aspetto là.

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  7. Buoni propositi per il 2017?
    Mumble……. intanto, “Estinzione” di Thomas Bernhard, che non credo riuscirò a finire entro dopodomani, dunque,,,,,,
    E poi:
    -Ian Brokken, Il giardino dei cosacchi;
    – Thomas Bernhard, Il soccombente;
    -James Hillman, Il mito dell’analisi;
    -Gadda, “Eros e Priapo” e le lettere a Parise (“Se mi vede Cecchi sono fritto”).

    Purtroppo non riesco a leggere il titolo del secondo e del quarto libro sul tuo scaffale….mentre per gli altri garantisco di persona, (escluso “La pelle”, che ho detestato). Quanto agli autori italiani contemporanei, a me è capitato di leggerne diversi di seguito, nonostante anch’io non li prediliga di certo (D’Avenia, Ferrante, Pecoraro). Se proprio dovessi consigliartene uno, senz’alcun dubbio dico Magris, tutta la vita :-)[E’ stata una scoperta del 2016, peraltro].
    Infine….bello, quel tuo Saturno in Pesci e in trigono nettuniano :-). Forti valori d’acqua :-). Affine al mio,”acquatico” anche lui, in Cancro, opposto al Sole (e ho detto tutto), mentre il mio Nettuno “evapora” nel fuoco (ma i Pesci sono il mio ascendente ;-)).

    Buon 2017, Alessandra, di ottime letture e desideri che si avverano e sorprese, belle e inaspettate (sennò, che sorprese sarebbero?) :-*

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    1. Claudio Magris… me l’hanno appena consigliato anche su FB. Il secondo libro è Alonso e i visionari, di Anna Maria Ortese, mentre il quarto è quello del tuo scrittore russo preferito, intitolato I demoni 😉 Ma con Bernhard sei in rilettura? Mi sembrava l’avessi già letto, ma forse mi confondo. Gadda me lo voglio certamente rigustare, questa volta con i racconti dell’Adalgisa. Dici sia bello Saturno in Pesci per una Capricorno? In realtà è il mio tallone di Achille, quello che mi rende più vulnerabile, che mi fa cedere anche quando non vorrei… Ehm, ma se tu hai Saturno in Cancro, opposto al Sole in Capricorno, di sicuro mi capisci benissimo! 😉

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    2. Se vi piacciono i libri che sanno di viaggio, nel senso di scoperta e di riflessione, non solo movimento fisico da un luogo all’altro, posso consigliare un autore che a me piace tantissimo: Paolo Rumiz. Tra i suoi libri ho particolarmente apprezzato Trans Europa Express, perché riesce a rendere l’atmosfera dei luoghi con un linguaggio poetico e uno sguardo disincantato che raramente mi è capitato di trovare.

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      1. Hai fatto bene a citare Rumiz, potrebbe interessare anche ad altre persone; oltretutto avevo già letto, qualche tempo fa, degli articoli che parlavano bene dei suoi libri. Adesso mi segno subito anche questo titolo 😉

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  8. Scherzi? E’ come essere una tartaruga senza il carapace 😀
    Però tutta quest’acqua è anche quello che ci rende un po’ meno insopportabili, meno aride (che noi Capricorno abbiamo sempre un po’ la tendenza a trasformarci nel sior Todero brontolon 🙂 ).
    Sulla Ortese, avendo letto soltanto Il mare non bagna Napoli , non ho la competenza per giudicare; quanto ai Demoni ………..eh. Meglio che non cominci proprio, o non la smetto più :-).
    Dico solo una cosa: beata te! 🙂
    Un abbraccio

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  9. < I caratteri tipografici piccoli? Il primo motivo per cui nel giro di 24 ore sono passato all'e-reader e al digitale.
    < Viaggio al termine della notte – mi è piaciuto. Non so perchè è considerato rivoluzionario, ma pazienza! Lo capirò quando sarò più grande.
    < Yates, Revolutionary Road, mi è piaciuto, e non solo a me, e questo non solo a me, sta per: anche se giustamente non ti fidassi del mio giudizio…
    < Leggo seguendo gli umori come i cani seguono gli odori.
    < È tutto per il momento e per gli auguri, aspettiamo, manca quel paio di giorni, che come il pranzo, aspettiamo almeno di smaltire il Natale. O no?
    Nel frattempo: allegria!

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  10. Athenae Noctua

    Carissima Alessandra, come non riconoscersi in queste tue parole? La mia lista dei desideri continua ad allungarsi e nuovi titoli scalzano i vecchi, anche quando credo di essermi proposta con estrema determinazione la lettura di quelli troppo a lungo rimandati.
    Anch’io ho un Hoffmann che si sta impolverando, assieme ad un Don Camillo che qualche anno fa prelevai dalla libreria di mia nonna con la convinzione che l’avrei letto immediatamente. Ho però anche illustri tradimento al mio attivo: non ho ancora letto Jane Eyre (a dire il vero non me lo sono proprio procurato), né ho completato le opere maggiori di Buzzati, mentre Lolita ha ormai smesso di aspirare al mio comodino.
    Ma naturalmente non vedo l’ora di andare in libreria per procurarmi qualche nuova lettura: sono irriducibile. In compenso, quest’anno ho rispettato qualche voto inepresso, come la rilettura dell’intera Commedia e di Don Chisciotte… quindi procederò così: nei propositi di lettura per il 2017 non infilerò titoli specifici, ma continuerò ad augurarmi buone scelte letterarie!
    Tanti auguri di buona fine d’anno e felice 2017! 😉

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    1. Ecco, vedi, Lolita era uno di quelli che avrei pensato di leggere subito, in breve tempo, invece devo ancora aprirlo alla prima pagina… Sono davvero troppi i libri nuovi che ci tentano ogni giorno, scalzando dalla lista quelli vecchi già in attesa, quindi, come avevo specificato anche nel post, il bello è trovarsi poi a trasgredire l’attendibilità di qualsiasi pronostico… Ciao cara, felice 2017 anche a te!

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  11. Mi fate venire l’ansia. Tanto più che a una certa età (la mia), oltre a quelli da leggere ci sarebbero i famosi classici letti in gioventù, tutti da rileggere. Mi consolo dicendomi, come disse qualcuno ma non so chi, che la cultura è ciò che resta quando si è dimenticato ciò che si è letto. Non so se è vero ma è consolatorio. Comunque, letture entusiasmanti (fra l’anno scorso e quest’anno, a volte confondo un po’): Th. Bernhard, Il Soccombente (meraviglioso), A colpi d’ascia, Antichi maestri, Correzione; W.G.Sebald, Gli anelli di Saturno; Truman Capote, A sangue freddo.
    Invece ho piantato lì più o meno a p. 70 Gli anni, della Ernaux, molto lodato in giro.
    Per il 2017 vorrei approfondire la letteratura americana (di Thomas Pynchon, ad esempio, non conosco niente), che per anni ho sentito piuttosto estranea.
    Letteratura italiana contemporanea? Mah! L’ultimo che ho apprezzato, a piccole dosi, è Arbasino. Già con Busi faccio fatica. Una grande (concordo con te, Alessandra, e ho apprezzato il tuo articolo) era la Ortese, purtroppo di un’altra generazione. Adesso c’è Antonio Moresco che si considera il nuovo Dante, ma anche lì, boh…
    In ogni caso: a tutti auguri di un felice 2017 e buone letture!

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    1. Una certa età? Ma qui siamo tutti ben stagionati! L’importante è che ci sforziamo di mantenere arzillo il cervello, ed è per questo che si legge tanto 😉 Bernhard mi è stato già consigliato da persone del tuo livello, ossia da lettori forti, colti e raffinati, quindi non me lo farò scappare, e anche leggere Capote non mi dispiacerebbe… Ernaux mai approcciata, neppure quella, ma ciò che dici è la prova che non sempre un autore lodato può piacere a tutti. E per fortuna, dico io. Per quanto riguarda la narrativa americana, ti posso consigliare i racconti di Flannery O’Connor? Ho intenzione di leggere anche i suoi romanzi (ne ha scritti, purtroppo, solo due), perché la trovo davvero originale per i suoi tempi, se non addirittura strepitosa. Anche di Moresco ho letto bene in giro, ma non mi sono ancora decisa. Grazie per la chiacchierata, felice 2017 anche a te!

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  12. Ciao Ale! Io, tutto posso fare fuorché una lista da rispettare. Nel senso che la faccio ma non so attendere. Se un libro mi interessa in un certo momento, quello è il momento per leggerlo. Se lo rinvio a favore di qualcos’altro, starà lì a lungo. Risultato: sono pasticci. Letture in contemporanea, talvolta con sospensione dell’una per inserimento dell’altra, per poi riprendere la lettura in corso. Un caos.
    Poi, chiaro, se il libro che sto leggendo mi prende, e di solito così avviene, sono un disastro. Vivo praticamente sul divano e leggo, interrompendo unicamente per i bisogni primari (anche per quelji della famiglia, certo, ma non di buon grado fermandomi al minimo dei bisogni di sopravvivenza). Esagero per chiarezza d’esposizione, chiaro, ma non proprio. In famiglia confermerebbero. E confesso di essermi presentata al lavoro con due ore di ritardo, un ,mattino, perché dovevo finire un libro. Dichiarandolo per di più, al mio arrivo. Ovviamente, si è trattato di un unicum, perdonato, immagino per sbalordimento.
    Lasciando gli scherzi, la mia lista, solitamente, è breve, gli ultimi due o tre libri acquistati, perché il desiderio di ciò che leggerò nasce da ciò che sto leggendo, magari anche per opposizione, come se il libro fosse qualcosa che deve rispondere ad un mio pensiero da seguire, non so bene, Poi, c’è la riserva deila casa e ci sono le riletture.
    A proposito di Céline. Viaggio al termine della notte è un libro da leggere, Sulla distanza, da rileggere. Ha ragione Gabrilu. Per quanto mi riguarda, poi basta. Non so come sia il resto che Céline ha scritto ma, per la verità, non ho desiderato leggere altro. E’ un llbro che “satura”, non so come dire. Ma da leggere.
    Buon Anno!

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    1. Aspetta, non ho capito bene… ma allora stavi scherzando nel punto in cui hai scritto di essere arrivata tardi al lavoro per colpa di un libro? Se invece fosse vero, esigo assolutamente che tu mi dica il nome dell’autore che stavi leggendo! 😉 Ti abbraccio forte, cara Ivana, augurandoti un anno pieno di gioia e serenità! (le letture in contemporanea, ahimè, sono anche un mio problema, dovrò darmi una regolata)

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  13. Renza

    Alessandra e Dragoval che acquatiche che siete : una vostra certa gentilezza lo mostra. Io invece sono terragna ( Vergine), quelle che spaccano il capello in quattro e hanno la mania dell’ ordine ( qui qualche pianeta deve avere scompigliato un po’ le cose…).
    Letture : di botto, direi che la novità di quest’ anno è stata la ( ri) scoperta della Ginzburg. Un colpo al cuore : me la sto distillando a poco a poco. Mi sono chiesta il perchè di questa agnizione tardiva. Escludendo pareri psicanalitici, direi che mi ha conquistato con la sua lingua che dice senza tacere ma anche senza eccedere. L’ essenziale, sobrio e duro, quasi petroso. Poi, quei mondi italici, ormai scomparsi , molto pieni di fascino.
    Negli ultimi mesi, ho tentato soprattutto di capire la realtà del web ( ah, l’ ingratitudine umana, che critica ciò che usa abbondantemente…). Ho letto Spitzer, Casati, Byung-Chul Han, Morozov, Tonello).
    Anch’io mi accodo e ti consiglio “vivamente”
    Vita e Destino, e di cominciare la lettura di Grossman proprio da lì. Non servono gli ” assaggi”, meglio immergersi subito nella fluvialità del capolavoro e poi dedicarsi ai “richiami”.
    Quanto agli autori coevi, a parte Magris già indicato, mi sento solo di segnalarti Giorgio Fontana, scrive bene, affronta temi interessanti- anche etici- in romanzi convincenti.
    Per me, il discorso è aperto, ma il caso ha voluto che, cercando un libro- che non ho trovato- mi sia capitato tra le mani il Viaggio di Cèline e quindi, raccogliendo le tessere qui raccolte, l’ ho messo in attesa, dopo Le variazioni Reinach. Scusa la lunga tirata. Buon 2017, a te e a tutti.

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    1. Interessante ciò che dici della Ginzburg. Non so bene perché, ma nonostante se ne parli spesso in giro non ho ancora sentito il desiderio di leggerla. Ecco, hai fatto bene a citare Filippo Tuena e Giorgio Fontana, che in effetti potrebbero rivelarsi una bella scoperta per quanto riguarda i contemporanei. Mi darò da fare 😉 Grazie per il graditissimo commento, Renza, e che l’anno nuovo ti porti tante cose belle e frizzanti! PS – Per quanto riguarda l’astrologia, capita che tra segni opposti si stabilisca un sottile e raffinato scambio dialettico, ed è per questo che a volte si incontrano Arieti indecisi ed esitanti come Bilance, Vergini caotiche e disordinate come Pesci, Scorpioni gelosi e possessivi come Tori, solo per fare qualche esempio. Certo che poi la natura del segno solare si fa comunque sentire, per cui se una Vergine risulta disordinata, che so, nell’ambito familiare/domestico, magari non lo sarà affatto nel suo lavoro, o nel modo in cui affronta e pianifica altre cose. Ma questo è un discorso talmente vasto e complesso, che deve tener conto di così tanti elementi e variabili, che certamente non si presta ad essere affrontato, tantomeno esaurito, in poche righe.

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  14. Un augurio per un felice anno nuovo per te Alessandra! Al diavolo la dieta letteraria e auguriamoci di fare indigestione di libri nel 2017. Io mi ripropongo sempre di segnarmi tutti i libri che leggo su un’agenda o da qualche parte in modo da sapere a fine anno cosa e quanto io abbia letto, ma fallisco sempre. La lista di inizio anno si presenta bella corposa, inutile dirlo. Un saluto.

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    1. Assolutamente sì, facciamoci una bella indigestione, che tanto di libri da leggere ce ne sono a iosa, che neppure trecento anni di seguito basterebbero per smaltirli tutti 😉 Ciao Marian, un abbraccione!! e che l’anno nuovo ti riservi tante belle sorprese!

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  15. Céline. L’uomo e la sua opera sono sicuramente “fuori norma”. Non conosco la Trilogia. Ho letto, anni fa, “Voyage au bout de la nuit”, e mi hai fatto venire la voglia di rileggerlo. Chissà che non lo veda con altri occhi.
    In quanto agli altri libri, non ci sono liste, solo piccole cataste sulla scrivania. Dentro c’è di tutto: letti, da leggere – secondo l’estro -, altri arenati ma non riposti definitivamente, per dare loro una seconda chance; altri sono là in pianta stabile, a portata di mano per riscaldarmi il cuore “Santi guerrieri e Santi guaritori nelle Dolomiti Bellunesi” ad esempio, e Colette con il suo “Chambre d’hôtel”.
    Pochi romanzi: “Rouge Brésil” di Jean-Christophe Rufin, già letto ma che sto rispolverando; “N’oubliez jamais” di Michel Bussi, che non conosco ma che ho comperato quasi costretta, vista la poca scelta del “reparto francese” per i viaggiatori di passaggio.
    Poi mi attendono Simonetta Agnello Hornby (che amo molto) con il suo “Via XX Settembre” e un altro scrittore, a me sconosciuto, Ulderico Bernardi con il suo “Cara Piave”, scelta guidata dai sentimenti, ovviamente, come a dire “Va dove ti porta il cuore” 🙂
    Tutto il resto sono scritti sull’emigrazione veneta in Brasile nel XIX secolo e studi locali sull’immigrazione (leggi schiavitù) africana in Brasile dal XVI al XIX secolo.
    Poi c’è un osso duro, e quello non so quando né se lo affronterò, ma sta là, in agguato e mi sorveglia: “O Tupi na Geografia Nacional” di Teodoro Sampaio, ossia un trattato sulla lingua Tupi, Indios del Sud America.
    Bellissimo articolo il tuo, Alessandra, molto coinvolgente. Hai saputo “délier les langues”, sciogliere le lingue. Ed io ho “parlato” fin troppo. Mi fermo qui per augurare ogni bene a tutti voi.

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    1. “Sciogliere le lingue”… non potevo ricevere un complimento più bello, visto che per me è davvero importante non solo confrontarmi con gli altri, ma anche incoraggiare uno scambio collettivo di impressioni, opinioni. I libri della Hornby non li ho mai letti, sarei curiosa di provare. Ti rinnovo l’augurio per un anno ricco di cose interessanti e sorprese piacevoli 🙂

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  16. Ciao Alessandra, prima di tutto tanti Auguri, anche nel senso che ti auguro di leggere tante belle cose, perché, per fortuna di cose belle da leggere non ne mancano. Assecondo – dato che le tue parole sono molto invoglianti – la tua richiesta e ti accenno ai miei “programmi” Come al solito (per me) prevedo ben poca contemporanea e tanto ‘900. Proseguirò il percorso iniziato nel 2016 sulla scrittura “al femminile”. Tra le cose lette, molto bello “Il giunco mormorante” della Berberova ed anche “La settima croce” della Seghers. Rileggerò, tra poco, quel capolavoro che è “L’isola di Arturo” della Morante, su cui voglio scrivere qualcosa, così come per “I beati anni del castigo” della Fleur Jaeggy, che riprenderò. Proseguirò anche con i sudamericani. Penso a Benedetti (“La tregua”) e Horacio Quiroga di cui Einaudi nel 2016 ha edito con il titolo “Tigre per sempre” una raccolta dei suoi tanti racconti di cui ho già avuto modo di leggere, in una vecchia edizione Editori Riuniti, i “Racconti d’amore, di follia e di morte”, bellissimi. E poi un po’ di letteratura italiana, da metà ‘900 in su: “La pelle” di Malaparte, “Il prete bello” di Parise, “La malora” di Fenoglio, “Memoriale” di Volponi. Insomma un bel po’ di carne al fuoco, ma poi, come si sa, i programmi si fanno apposta anche per il piacere di poterli cambiare. Insomma le incursioni impreviste non sono escluse. Ancora tanti auguri e un grande ciao.
    Raffaele
    P.S. Concordo con tutti quelli che hanno detto che “Viaggio al termine della notte” è un libro da leggere.

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    1. Ciao Raffaele, contraccambio di cuore gli Auguri. Interessante il fatto che tu stia dedicando una particolare attenzione alla narrativa femminile… Bravo! 😉 Della Berberova non ho letto nulla, quindi colgo al volo il suggerimento per quel titolo. Horacio Quiroga non lo conosco, Fenoglio mi piace molto (letto da poco) e Parise sarebbe, anche per me, uno di quegli autori italiani da scoprire. Anche Malaparte intendo leggerlo, magari poi confronteremo le nostre impressioni 🙂

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  17. Arrivo in ritardo…. sta per cominciare il 2018, ma sono stata incutiosita dal tuo post.
    Posso dirti che ho affrontato Celine (c’è un qualche accento ma non so metterlo dal cellulare), Viaggio al termine della notte, e devo dire che mi è piaciuto molto fino a metà libro…. poi l’ho trovato sfibrato, come se questo percorso giù negli abissi avesse ingarbugliato anche la sua vena narrativa. Non mi sento di consigliartelo. Sui classici non si sbaglia mai: Zola è limpido come un ruscello di montagna. Ricordo ancora il parto di Gervaise, oltre alla sua discesa nel mondo dell’orrore, con la povera bimba, Nana, che si risveglia in mezzo al vomito del triangolo di alcolizzati. Tutto è vivo e vibrante in Zola, come anche nel mio scrittore preferito, che è Maupassant (Bel ami e I racconti).
    Ho amato moltissimo Le ore di Cunningham, superiore a tutti gli altri libri.
    Degli italiani adesso sono alle prese con la tetralogia della Ferrante e la trovo perfetta per un momento, quello del lavoro, in la concentrazione è latitante.
    Da quando ho rimesso a posto la mia libreria, mi sono imposta due criteri: leggere tutti i libri che ho comprato nel corso degli anni e che ancora non ho avuto tempo di leggere e aggiornare una lista di libri che non ho e che vorrei leggere dopo che avrò letto tutti i libri della mia libreria.
    Ciò non toglie nulla all’improvvisazione e alla curiosità del momento.

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    1. Céline lo sto leggendo proprio in questi giorni (il suo famoso Viaggio), finora mi sta prendendo. Maupassant l’ho adorato anch’io (mi manca però Bel Ami), mentre di Zola devo terminare L’Assommoir (ahimè, sta sempre sul comodino), che in effetti ha un impatto molto realistico. Cunningham e la Ferrante non li ho ancora letti. Grazie per la partecipazione (non è mai troppo tardi! 😉 )

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