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Cari vicini di casa, amici e colleghi di wordpress, immagino capiti anche a voi di scovare, di tanto in tanto, delle vere perle di saggezza nelle stringhe di ricerca che conducono i visitatori agli articoli del blog… Il modulo delle statistiche ci regala infatti questa sana occasione di divertimento, per cui oggi mi sono presa una mezz’oretta di tempo non solo per selezionare i termini di ricerca più buffi e divertenti registrati negli ultimi mesi, ma anche per replicare ai poveri malcapitati, come se per assurdo potessero ascoltarmi (però non si sa mai che qualcuno un giorno ripassi da queste parti). Nessuna cattiveria da parte mia, beninteso, ma solo tanta ironia a buon mercato. Chiudete quindi pure un occhio, magari anche due, di fronte a questo post inaspettatamente futile e leggero, ma ogni tanto bisogna pure distrarsi nella vita. E magari qualche sciocchezzuola scriverla, se capita l’occasione. Perché ad occuparsi troppo di cose serie, senza mai abbandonarsi allo scherzo, si rischia senza accorgersene di diventare dei pazzi o degli idioti (Erodoto docet). Poi ho l’impressione, chissà come mai, che ne avreste anche voi di belle da raccontare sui termini di ricerca che conducono ai vostri blog… Ma eccovi intanto la mia preziosa raccolta:


cosa fa un’onda quando arriva sulla spiaggia

Chiedilo appunto a Palomar, lui sa tutto sull’argomento. Ma proprio tutto. Ci puoi scrivere una tesi sull’onda, dopo aver letto le sue accuratissime osservazioni. Sempre che nel frattempo l’acqua non ti abbia travolto e portato via.

la nausea da bordello pavese

Guarda, come si regolasse lo scrittore in proposito non te lo saprei dire, e non credo che mi interesserebbe approfondire l’argomento… Lascio ad altri recensori il piacere di svolgere indagini sui flussi e riflussi di natura gastrica che affliggevano il povero Pavese. Però un consiglio spassionato te lo posso dare, ed è quello di provare di persona. Come diceva il caro e buon filosofo saggista Thomas Carlyle, l’esperienza diretta è il miglior maestro. Peccato che il suo onorario sia così alto.

la rosa che mi hai dato è tanto triste

A parte il fatto che di solito le rose non le regalo, tuttalpiù mi vengono donate, rimane tuttavia il mistero di come tu sia giunto sulle mie pagine con il verso iniziale di una poesia di Ungaretti, visto che di questo autore non ne ho mai parlato! Comunque, visto che la cercavi, eccotela qua la poesia… in tutta la sua malinconica bellezza (ma poi non venire a dirmi che ti sei di nuovo rattristato, eh? che non sono il punto di ascolto di qualche centro terapeutico)

La rosa che mi hai dato è tanto triste.
Io non posso guardarla,
ché in essa vi è qualcosa
di crudelmente stroncato,
di serrato dolorosamente
che solo si può rilevare
per i petali sgualciti
e il tenue incarnato in mezzo al verde.
Serrata tra le pagine
di una tua lettera bella
questa rosa mi muore
lentamente, ma senza pietà
e mi pare l’amore perduto
dei giorni sovrumani.
E tento ancora disperatamente
di poggiarvi le labbra e risuggerne
i petali lievi,
molli tiepidi freschi e profumati,
come la tua guancia di rosa,
che mai più potrò ribaciare.
E di ora in ora
Sento che questo fiore,
l’amore che tu mi hai dato
sta per morire è morto.
Oh è tanto triste raccogliere i fiori!

stasera mi hai privato dei tuoi baci

Beh, questo potevi anche dirmelo in privato, magari con una semplice email e non attraverso un motore di ricerca… sei troppo contorto per i miei gusti. Ti perdono solo se mi dici che assomigli a Jack Sparrow.

racconto di fantasia su un pavone

No guarda, quelli di Flannery O’Connor erano pavoni veri e racconti veri sugli stessi, visto che la scrittrice se li teneva addirittura sotto il letto, se non addirittura stretti in grembo mentre dormiva, ma spero che in ogni caso ti abbiano ispirato qualche buona idea, magari meno fantasiosa e più concreta…

perché il naso va via dal corpo del padrone in gogol

Eh, sapessi quanto quante volte ce la siamo posta anche noi questa domanda, e ancora oggi al solo pensiero ci sentiamo confusi e disorientati… E’ uno di quei dilemmi che ti stressa di brutto i neuroni, che non ti fa dormire neppure la notte. Ma suvvia, non demordiamo, che prima o poi a forza di dubitare ad veritatem pervenimus.

l’io io il più lurido di tutti i pronomi

Ah bè, qui si sta cercando il beneplacito del signor Gadda, forse perché si è alle prese con un profondo senso di colpa, con una crisi d’identità di difficile gestione… indovinato, vero? Spero che la cognizione del dolore possa averti sortito qualche effetto salutare sulla coscienza, almeno fino alla prossima rotolata nel fango.


PS Il titolo del post non è solo indicativo della frivolezza dei suoi contenuti, ma è anche un sentito omaggio a uno dei più grandi comici di tutti i tempi:

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