Pedro Salinas, tre poesie

Paura. Di te. Amarti
è il rischio più alto.
Molteplici, la tua vita e tu.
Ti ho, quella di oggi;
ormai ti conosco, penetro
in labirinti, facili
grazie a te, alla tua mano.
E miei ora, sì.
Però tu sei
il tuo stesso più oltre,
come la luce e il mondo:
giorni, notti, estati,
inverni che si succedono.
Fatalmente, ti trasformi,
e sei sempre tu,
nel tuo stesso mutamento,
con la fedeltà
costante del mutare.

Dimmi, potrò io vivere
in quegli altri climi,
o futuri, o luci
che stai elaborando,
come il frutto il suo succo,
per un domani tuo?
O sarò appena qualcosa
nata per un giorno
tuo (il mio giorno eterno),
per una primavera
(in me fiorita sempre),
e non potrò più vivere
quando giungeranno
successive in te,
inevitabilmente,
le forze e i venti
nuovi, le altre luci,
che attendono già il momento
di essere, in te, la tua vita?

klimt.

Sospingimi, lanciami
da te, dalle tue guance,
come da isole di corallo,
a navigare, ad andare lontano
per cercarti, a cercare
fuori di te ciò che possiedi,
ciò che non mi vuoi dare.

Per rimanere sola,
inventami foreste vergini
con alberi di metallo
e giaietto; io le raggiungerò
e vedrò che non erano altro
che collane che tu pensavi.
Invitami a splendori
e sfolgorii, in lontananza,
neri, bianchi, con sorriso
d’infanzia. Li cercherò.
Camminerò per giorni e giorni,
e poi arrivando là dove sono,
scoprirò i tuoi sorrisi
larghi, i tuoi sguardi chiari.
Era questo
che là, lontano,
vedevo luccicare.

Da tanto e tanto viaggiare
non sperare mai che ti porti
altri mondi o primavere
che quelle che tu difendi
contro di me. Inutile
questo andare e venire fra i secoli,
i sogni, le miniere.
Da te io muovo sempre, sempre
devo tornare a te.

******

Tu che vivi sempre nei tuoi atti.
Con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.

Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto.

E se un dubbio ti fa cenno
a diecimila chilometri,
abbandoni tutto, ti lanci
su prore, su ali,
sei subito lì; con i baci,
coi denti lo laceri:
non è più dubbio.
Tu mai puoi dubitare.

Perché tu hai capovolto
i misteri. E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
la sabbia dove ti stendi,
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo. I prodigi
che sono già decifrati.

E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t’invaghisti di un’ombra
– l’unica che ti è piaciuta – .
Un’ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.


(da La voce a te dovuta, Einaudi, 1979 – Traduzione di Emma Scoles)

14 pensieri su “Pedro Salinas, tre poesie

    1. Simpatico 😉 mi hai fatto venire in mente mia nonna, che di vasi di cristallo ne aveva piena la casa, e anche le rose facevano la loro bella figura sul tavolo del salotto… Lei era infatti una gentile e raffinata signora d’altri tempi, come oggi non se ne trovano più, mentre io non le assomiglio neanche nei tacchi 😉
      Per quanto riguarda le poesie di Salinas… ti confesso che ho avuto grosse difficoltà nella scelta, perché sono tutte stupende. Delicate e intensissime nello stesso tempo; forse tra le più belle liriche d’amore che mi siano capitate di leggere negli ultimi tempi.

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      1. Credo che potrebbe piacerti, caro Italo. Questo poeta madrileno fu molto attivo negli anni Trenta, facendo dell’amore il principio ispiratore di tutta la sua opera letteraria. La sua visione dei sentimenti è molto intensa, penetrante, non lascia indifferenti. Nelle sue liriche l’amore sembra a tratti un sogno, fatto di attese e stupori, ma poi esprime anche il bisogno di un contatto più intimo, carnale, spesso per una donna che appare inafferrabile, quasi sfuggente. Un amore che quindi comporta delle tempeste emotive, e proprio in virtù di queste offre al poeta la possibilità di sondarsi, di riconoscersi. Un autore tutto da scoprire, anche per me.

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  1. Daniele

    Bravo il poeta, belli i suoi versi, ma nei commenti giocherelli troppo.. a chi vuoi far credere di non avere ereditato gusto e buone maniere? di non gradire fiori e cristallerie? lo sai che non ci casca nessuno.

    Piace a 1 persona

    1. Ahahah! No, davvero. Ti assicuro che i calici hanno un destino incerto nelle mie mani, e purtroppo anche le rose. Poi lo sai bene – visto che ti vanti di conoscermi – che frequento i bassifondi, mi butto nelle risse e fumo anche il sigaro. Sono queste le cose che mi stuzzicano.

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    1. La cosa strana è che dopo aver letto, per la prima volta, alcune poesie di Salinas pescate dal web, ne ho trovata una bellissima sul tuo blog… e da lì mi è arrivata la spinta per procurarmi il libro. Quindi anch’io devo ringraziarti. Sono meravigliose, da leggere e apprezzare nei momenti di calma e intimità.

      Piace a 1 persona

  2. Pingback: Pedro Salinas, il poeta dell’amore | LIBRI NELLA MENTE

  3. Pingback: Da Te io muovo sempre. Sempre devo tornare a Te. – giro blogando nel Web…

  4. Pingback: Da Te io muovo sempre. Sempre devo tornare a Te. | non c'è rosa senza spine By GiuMa

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