Tag

, ,

Correre per dimenticare il dolore, correre per sentirsi liberi. Correre sul pendio arido e terroso di un vulcano, con l’aria che sferza continuamente la pelle. Correre sempre più in alto per avvicinarsi a Dio. Accompagnati da una musica sublime che fa commuovere anche il cielo.

Questo è il motivo di fondo del cortometraggio di Gian Maria Musarra, fotografo e filmaker catanese, girato sulle pendici dell’Etna nel 2006. Motivo che, come spiega lui stesso nel suo sito, l’ha spinto a girare il video in collaborazione con il compositore e musicista palermitano Giovanni Sollima, grande virtuoso del violoncello, che compare infatti a metà del filmato con il brano “Terra Aria”, tratto dall’album Works pubblicato nel 2005.
“La spinta interiore che mi ha fatto realizzare questo lavoro”, spiega Musarra “risiede nella mia necessità di esprimere artisticamente nella natura la ricerca della quiete e della speranza, per un dolore passato, ho voluto raccontare una storia dove terra e uomo sono fratelli in movimento, in un tentativo di ritornare alle origini della mia esistenza. Sin dall’inizio ho sempre pensato che Giovanni, grazie alla sua straordinaria forza espressiva, potesse essere l’unico in grado di poter commentare con la sua musica il mio lavoro”.

Le parole e le immagini di questo video, che vi invito ad ascoltare e guardare, sono davvero emozionanti, così com’è emozionante la musica in sottofondo composta da Sollima, che ho avuto il piacere di scoprire da poco leggendo un articolo pubblicato da Nea: NuovaEcologiaArtistica (grazie Camelia Nina!)


Qui di seguito vi segnalo un’altra performance a dir poco incantevole, dove Sollima si esibisce in coppia con la violoncellista croata Monika Leskovar, con la quale ha pubblicato nel 2008 l’album We Were Trees, che comprende brani in tema come l’originale “Resonance Wood” (La foresta dei violini) e “Family Tree”, rielaborazione di una composizione di Vivaldi. Un connubio artistico piacevolissimo per una musica straordinaria e di grande potenza, che sembra voler mettere in risalto il legame dell’uomo con l’ambiente naturale e in particolare con gli alberi.


Note biografiche tratte dalla Casa Musicale Sonzogno:
Giovanni Sollima nasce a Palermo il 24 ottobre 1962 da una famiglia di musicisti. Studia a Palermo, Salisburgo e Stoccarda, e ancora adolescente intraprende una brillante carriera internazionale di violoncellista, collaborando con Claudio Abbado, Martha Argerich, Jorg Demus e Giuseppe Sinopoli.
Parallelamente all’attività di solista, la sua curiosità creativa lo spinge ad esplorare nuove frontiere nel campo della Composizione, attraverso contaminazioni fra generi diversi: rock, jazz, electronic, minimalismo anglosassone e musica etnica di tutta l’area mediterranea, sulla base di una profonda preparazione classica, sono la formula dello stile inconfondibile di Sollima, il quale nelle sue creazioni si avvale dell’utilizzo di strumenti acustici occidentali ed orientali, di strumenti elettrici ed elettronici, affiancandone altri di sua invenzione, come l’Aquilarco, e altri ancora realizzati appositamente per lui, come il violino tenore presente nei quadri di Caravaggio e fedelmente ricostruito dal liutaio Walter Cangialosi, l’Ice-Cello di Tim Linhart che nell’inverno del 2007 ha suonato a 3.200 metri di altitudine, in un teatro-igloo costruito sul ghiacciaio della Val Senales, il D-Touch di Enrico Costanza del Politecnico di Losanna (una sorta di sequencer di legno, inserito nell’organico orchestrale del brano Passiuni, diretto nel 2008 da Riccardo Muti al Ravenna Festival), mentre nel 2013 al Teatro Valle di Roma e nel 2014 alla Triennale di Milano, Sollima si è cimentato con un violoncello di fieno opera della scultrice Julia Artico.

Sito web di Giovanni Sollima:
http://www.giovannisollima.it/index.html

Annunci