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David Garrett

Avete mai sentito parlare di David Garrett, o meglio vi è mai capitato di ascoltarlo? Qualcuno ha per caso seguito il concerto che si è tenuto a Milano, in piazza Duomo, il 30 maggio scorso?
Purtroppo fino a ieri non sapevo neppure esistesse questo artista, così mi sono persa la trasmissione in diretta su Rai5, dove sembra che oltre a musiche di Brahms, Paganini e Verdi abbia suonato la celebre Ouverture dal “Guglielmo Tell” di Rossini, accompagnato dall’Orchestra filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly. Del resto guardo poco e di rado la televisione, perché preferisco passare il tempo libero affaccendata sui libri o in altre cose piacevoli. Però grazie a un post di NonSoloProust, un blog che vi suggerisco di visitare per la vasta e notevole qualità degli articoli letterari, ne sono venuta finalmente a conoscenza ed è stata una scoperta veramente piacevole, tanto che ho passato alcune ore ad ascoltarmi le sue sviolinate su Youtube. Il concerto tenuto a Milano non sono riuscita a trovarlo, forse il video non è stato ancora caricato, ma ho letto in giro che ha chiuso la serata suonando Smooth criminal di Michael Jackson, che a mio parere è un modo intelligente per avvicinare sempre di più il pubblico dei giovanissimi alla musica classica. Infatti Piazza Duomo era strapiena anche di ragazzi, attirati non solo dai vertiginosi voli del suo violino ma anche da quel modo semplice e naturale con cui di solito si presenta in pubblico, indossando spesso solo jeans scuri, t-shirt e giacca al posto del solito frac nero. Un modo, forse, di rivedere la figura del concertista per rendere lo spettacolo adatto a tutti i gusti, senza comunque inficiarne la qualità. Mi è capitato, ad esempio, di vedere il video di un suo concerto tenuto ad Hannover nel 2012, dove eseguiva con il violino Smells Like Teen Spirit dei Nirvana mentre veniva alzato da alcune corde e fatto sorvolare sopra il pubblico in visibilio. Neanche fosse David Copperfield. Però, ripeto, questo è probabilmente un modo non solo per fare spettacolo ma per avvicinare la gente, soprattutto i più giovani, alla riscoperta della musica classica, anche se talvolta rivisitata in forma eclettica o alternata con brani più moderni. Poi ci saranno naturalmente i veri puristi della musica classica che storceranno il naso, come del resto è giusto che sia. David Garrett è comunque considerato un violinista di tutto rispetto, visto che ha solidi studi alle spalle e tutte le carte in regola; oltretutto è stato il primo assoluto a firmare un contratto a soli tredici anni per la DG, la prestigiosa casa discografica tedesca (David il violino lo suona dai quattro). Però nello stesso tempo è anche, come già detto, un musicista decisamente eclettico, che non disdegna misture con la musica rock e rivisitazioni talvolta azzardate dei classici. Scontata quindi la divisione del pubblico, con da una parte i tradizionalisti conservatori che non gli perdonano il grande successo mediatico, e dall’altra le frotte di fans giovanissimi ma anche meno giovani, che certamente non si lasciano attrarre solo dal suo look trasgressivo.

Questa è musica, come dicono in giro, per chi ama i “cross-over” meno accademici, e quindi per quanto mi riguarda l’apprezzo parecchio. Non solo perché sono attratta da chi riesce a fare dell’originalità uno stile di vita e di professione, ma anche perché, pur ascoltando ogni tanto qualche sinfonia classica, sono consapevole di non avere alcuna competenza in materia. Così come non sono in grado di valutare tecnicamente le differenze tra una musica rock, folk, pop, country o altro… Insomma, sono una vera ignorante in fatto di musica: io ascolto e basta, a seconda del bisogno emotivo del momento, senza la necessità di cercare informazioni, misure e parametri per ricollegare questo a quello. Il lavoro di approfondimento lo faccio già con le mie letture, e per essere sincera mi basta e avanza. Per quanto riguarda la musica posso solo dire se mi piace o non mi piace il brano e l’artista, e quando qualcuno mi colpisce non sono neppure in grado di dire il perché. E’ qualcosa che riverbera dentro, come quando si legge una poesia, e qualsiasi tentativo di spiegarlo appare spesso inutile. Ci posso provare, ma sono certa di non rendere abbastanza l’idea. Forse, grazie a questo, sono anche più libera di ascoltare la musica senza preconcetti di sorta, e mi gusto quello che capita… così come viene. E David Garrett me lo sono proprio gustato, perché è riuscito con il suo violino e le straordinarie performance ad entrarmi dentro, a toccarmi quelle famose corde interiori di cui tutti sempre parlano senza conoscerne la reale natura.

David GarrettProvate allora anche voi ad ascoltare alcuni brani dai link inseriti alla fine del post, senza far caso al fatto che il tipo sia pure dannatamente bello. Mi rivolgo soprattutto alle donne, quelle più giovani e meno giovani e meno giovani ancora (perché in fondo non fa differenza): non lasciatevi distrarre dall’eventuale camicia sbottonata, dai capelli raccolti a crocchia o dal sorriso radioso. Se proprio non potete fare a meno di svenire nel guardarlo, ascoltatelo per favore ad occhi chiusi, perché il suo è un virtuosismo di alto livello che trascende qualsiasi impatto d’immagine, oltretutto manifestato con passione e naturalezza, come si può notare da quella sua espressione spesso rapita ma anche “divertita”. Quest’uomo sembra provare un’autentica gioia mentre suona il violino, una gioia spontanea e palese che gli traspare da tutti i pori. E credo di non sbagliare se affermo che dopo la tecnica e il talento è proprio la passione quella marcia in più che spesso permette di distinguersi, di sfondare nella vita. In questo come in tutti gli altri settori del nostro beato ma difficile mondo.

Ah, dimenticavo: David Garrett viene chiamato “il violinista del diavolo” perché l’anno scorso ha interpretato il ruolo di Niccolò Paganini in un film diretto da Bernard Rose. Un film che conto di vedere al più presto, of course!
Nell’ultimo video trovate uno spezzone del film (The Devil’s Violinist, 2014), dove David Garrett suona il Capriccio n.24 di Niccolò Paganini. Straordinario, non solo per l’interpretazione musicale ma anche per quella scenica. Nonostante questo, sembra non abbia l’intenzione di fare ancora l’attore, preferisce dedicarsi solo al suo violino.




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