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Pierre Renoir, LEstaque, 1882

Pierre Renoir, L’Estaque, 1882

Sento il mio corpo piano sprofondare
nell’anima,
           e perdersi nel Nulla
– il mio Nulla immaginifico e grandioso-,
ed è come stare chiusi in una stanza
s’una sedia, nel buio, e non pensare,
muto, zitto e sordo
           come un morto.
E mi pare di non essere più nulla,
anzi, il Nulla che non sono mai stato
e il Nulla che non sono,
           un nulla d’uomo
in attesa di essere un qualcosa,
anche solo una cellula, un pelo,
un’unghia, un foruncolo o un capello,
il minimo per credere di esistere,
per dire che ci sono. Basta un poco,
almeno come inizio,
           anche un dito,
uno mi basta, un dito da schiacciare
sopra l’interruttore, e fare luce,
per ritrovare
           ciò che avevo perso,
il mio corpo, dalla testa fino ai piedi,
tutto, completo, bello, materiale,
la mia intatta fisicità di uomo
che ho ritrovato.
           E m’è bastato un dito.

(Italo Bonassi, dicembre 2011)


Assonanze Poetiche
http://italobonassi.wordpress.com/

Vi segnalo con grande piacere il nuovo blog di questo raffinato poeta, scrittore e giornalista trentino, residente a Rovereto, autore di una vasta produzione lirica caratterizzata da tematiche esistenzialistiche e metafisiche, spesso improntate su una vena di sottile ironia.

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