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Asaf_Avidan

Questa volta non ho un libro ma una musica nella mente. Quella folk blues rock del cantautore e musicista israeliano Asaf Avidan, divenuto ancora più noto qui in Italia dopo la performance sanremese dell’anno scorso, che gli ha fatto riscuotere una lunghissima standing ovation da parte del pubblico. La sua è una voce veramente strana e originale, eclettica, indefinibile, con un misto tra acuto, rauco e dolente, oltretutto dotata di un’estensione impressionante. Su You Tube si trovano diversi video delle sue canzoni, da quelle più vecchie, quando ancora cantava con il gruppo dei The Mojos, a quelle più recenti da solista (incluse nell’album Different Pulses). Nel 2012 ha sbancato le classifiche di tutta Europa grazie al remix di un suo vecchio pezzo, The Reckoning Son, trasformato dal dj tedesco Wankelmut nella hit One Day. Ma se questo all’epoca diventò un vero e proprio tormentone, forse ancora oggi ricordato da molti con insofferenza, vale invece la pena ascoltare il brano nella sua versione originale, quella non remixata, che offre la possibilità di gustare a fondo la voce rauca e graffiante di questa forza della natura. Una voce che è stata paragonata più volte a quella di Janis Joplin, Robert Plant e Jeff Buckley, ma che in realtà è assolutamente unica per vocalità e stile. Può piacere o non piacere, non credo esistano vie di mezzo, ma quando canta Avidan ci mette l’anima nella musica, ci scarica dentro ogni più piccola emozione… e questo si percepisce immediatamente. Per di più suona la chitarra, il pianoforte e l’armonica a bocca, e scrive lui stesso i testi delle canzoni.




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